JPMorgan e Goldman Sachs stanno cercando di scoprirlo, e intanto spendono centinaia di milioni di dollari in bonus per rimandare il momento della verità.

Jamie Dimon guida JPMorgan dal 2006 e ha 70 anni. A giugno il consiglio ha nominato due co-presidenti, Doug Petno alla Commercial & Investment Bank e Troy Rohrbaugh alla Consumer & Community Banking, assegnando a ciascuno un bonus di fidelizzazione da 30 milioni. Il successore non è ancora stato scelto e Dimon potrebbe restare altri tre anni, quindi la gara interna continua.

A Goldman il percorso è più definito: John Waldron, 57 anni, presidente e COO, potrebbe subentrare a David Solomon tra fine 2027 e 2028, con Solomon che manterrebbe per un periodo la presidenza esecutiva. Nel 2025 entrambi hanno ricevuto premi di retention da 80 milioni ciascuno.

Le aziende pagano per tenersi stretti i migliori che portano con sè conoscenza, relazioni e quindi opportunità. E’ lì che dovremmo aspirare a diventare tutti. Non semplici ingranaggi ma ingranaggi fondamentali.

Per multinazionali, fondi sovrani e private equity il vertice di una banca decide disponibilità di capitale, sostegno alle acquisizioni e relazioni costruite in decenni, e con Dimon e Solomon quel rapporto è spesso personale. Chi arriva dopo deve trasformarlo in una relazione istituzionale altrettanto solida. Bisogna scegliere bene, è un gioco di relazioni e di potere.

Le relazioni sono il patrimonio di una azienda. Bisogna essere in grado di farle sopravvivere quando se ne vanno le persone chiave. In un mondo poi che verrà dominato dagli agenti AI… questo concetto potrebbe decisamente mutare.

Fonte: MilanoFinanza

Leave a Reply

All fields marked with an asterisk (*) are required

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.