Dimentica le GPU: la nuova tecnologia di tendenza sono gli acceleratori AI, che suonano come qualcosa uscito da un film di fantascienza ma sono in realtà hardware specializzati che velocizzano l’elaborazione dell’intelligenza artificiale.

E abbiamo un nuovo protagonista. Qualcomm, colosso californiano noto soprattutto per i suoi processori Snapdragon destinati agli smartphone, ha annunciato il suo ingresso nel redditizio mercato degli acceleratori AI, sfidando apertamente i giganti Nvidia e AMD.

I nuovi chip AI200 e AI250

L’azienda guidata da Cristiano Amon ha presentato due nuovi acceleratori: l’AI200, che arriverà sul mercato nel 2026, e l’AI250, previsto per il 2027. Entrambi potranno essere installati in rack da data center con raffreddamento liquido capaci di ospitare fino a 72 chip che operano come un unico sistema di calcolo, esattamente come le soluzioni offerte da Nvidia e AMD.

I nuovi processori derivano dalle unità di elaborazione neurale (NPU) Hexagon già presenti negli smartphone dell’azienda, ma con una differenza strategica fondamentale: mentre Nvidia si concentra principalmente sul training dei modelli di intelligenza artificiale, Qualcomm punta sull‘inferenza, ossia la fase in cui i modelli già addestrati vengono eseguiti per generare risposte o analizzare dati. Secondo l’azienda, questo approccio offre vantaggi competitivi in termini di efficienza energetica e costi operativi.

Un mercato da 6.700 miliardi di dollari

La mossa di Qualcomm non è casuale. Secondo le stime di McKinsey, entro il 2030 verranno investiti quasi 6.700 miliardi di dollari in data center, gran parte dei quali destinati a sistemi costruiti intorno a chip per l’AI. Gli analisti di Bloomberg prevedono che il mercato degli acceleratori AI potrebbe raggiungere i 500 miliardi di dollari.

L’azienda ha già mosso i primi passi concreti: a maggio ha siglato una partnership con la società saudita Humain per alimentare data center nella regione con un impegno fino a 200 Megawatt di potenza installata.

Wall Street applaude

La reazione dei mercati è stata entusiasta. Yeah. Il titolo Qualcomm ha registrato un balzo dell’11-15% durante le contrattazioni di ieri, confermando che la parola “AI” continua a essere una calamita per gli investitori.

Una sfida difficile ma possibile

Qualcomm si trova ad affrontare avversari più che in forma: Nvidia controlla circa il 90% del mercato dei chip AI, mentre AMD ha recentemente firmato un contratto da 1 miliardo di dollari con il Dipartimento dell’Energia americano. Non a caso, le azioni di entrambe le società hanno registrato rialzi (rispettivamente +2,81% e +2,7%), segnale che gli investitori non sembrano preoccupati dalla nuova concorrenza.

E comunque c’è uno spazio di opportunità. Aziende come OpenAI stanno investendo massicciamente in data center per l’AI ma hanno pochissime alternative per l’approvvigionamento dei chip. Non a caso, OpenAI ha recentemente siglato un mega-accordo con AMD, affiancandola al fornitore storico Nvidia. Qualcomm ora rappresenta una terza opzione. Non c’è due senza tre.

Con così tanti soldi in gioco in questo settore, anche una piccola fetta di mercato potrebbe essere sufficiente per trasformare Qualcomm in uno dei protagonisti principali del business AI.

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