Che cosa affascinante la finanza. Seguimi perchè questa è bella. 160 miliardi di dollari di utili in un trimestre ma quasi nessuno di quei dollari arriva da un cliente che ha comprato qualcosa.
Il Financial Times ha ricostruito i conti delle big tech americane e hanno oltre 160 miliardi di dollari iscritti a bilancio come plusvalenze sulle partecipazioni in altre società di intelligenza artificiale.
Davvero, seguimi perchè forse è cosa da nerd ma è intrigante (e più che legale).
Alphabet, Amazon, Nvidia e Microsoft hanno segnalato tutte un contributo enorme da una singola riga di conto economico: è la voce “other income”.
Il meccanismo è semplice da spiegare ma molto meno visibile per chi legge solo il titolo della trimestrale.
Allora, le regole contabili impongono che ogni variazione di valore delle partecipazioni azionarie passi dal conto economico a fine trimestre, come utile o come perdita. Quando Alphabet o Nvidia detengono quote in OpenAI, Anthropic o SpaceX, ogni rivalutazione di quelle quote entra nell’utile ante imposte, anche senza un dollaro incassato in più dai clienti.
Quest’anno l’effetto si è amplificato con la quotazione di SpaceX.
In Alphabet quella riga è più che raddoppiata, a 97,9 miliardi. In Amazon è più che triplicata, a 53,4 miliardi.
Non c’è nulla di irregolare, non è “finanza creativa”. Le rivalutazioni sono previste dai principi contabili e ogni cifra è verificabile.
Ma il risultato produce quello che in finanza viene chiamato “un gioco di specchi”. Come va di moda dire, è uno “storytelling” diverso: la performance dell’azienda non viene più raccontata attraverso i suoi prodotti e i suoi servizi ma anche attraverso come abbia impiegato (bene o male) la sua liquidità.
Un utile che cresce per le vendite del prodotto core segnala forza commerciale. Uno che cresce per la rivalutazione di una partecipazione racconta un’altro tipo di storia, legata a variabili come il sentiment di mercato, l’andamento di una società terza, il timing di una IPO.
Il rischio è che investitori e analisti leggano come solidità del business quella che in realtà è volatilità di portafoglio.
Quindi, se sei un “appassionato” di trimestrali… controlla la voce “other income” prima di guardare l’utile netto 🙂