Il gioco d’azzardo europeo ha appena trovato il suo secondo colosso quotato al mondo, dietro Flutter.

La “nostra” Lottomatica e la spagnola Cirsa hanno raggiunto un accordo di fusione per incorporazione. Cirsa entrerà in Lottomatica, che manterrà nome, sede legale e quotazione a Milano, affiancata da quella di Madrid.

Il nuovo gruppo parte con 4,6 miliardi di ricavi e un margine operativo lordo di circa 2 miliardi, generato soprattutto in Italia e Spagna. Il mercato aggredibile, includendo l’America Latina, vale 34 miliardi.

A operazione conclusa, i soci Cirsa deterranno circa il 32,5% del capitale. Blackstone, oggi primo azionista spagnolo con il 74%, salirà al 24% della nuova società e si è impegnata a non vendere titoli per tre mesi dal closing, atteso nel secondo trimestre del 2027.

Guglielmo Angelozzi guiderà il gruppo come presidente e amministratore delegato. Laurence Van Lancker sarà deputy CEO e direttore finanziario. Antonio Hostench resterà amministratore delegato di Cirsa.

Il piano prevede 115 milioni di sinergie annue e una distribuzione agli azionisti di 4 miliardi in tre anni, 744 milioni già nel primo anno.

La logica industriale è legata all’attuale struttura: Cirsa oggi opera soprattutto nel fisico, con 450 casinò, oltre 85 mila slot machine e 2.300 punti scommesse. Lottomatica genera già due terzi del suo margine dall’online.
Portare Cirsa su quello stesso percorso è l’obiettivo dichiarato dell’operazione.

E via quindi ad un altro tassello nel consolidamento del gaming europeo, dopo anni in cui i pagamenti hanno vissuto la stessa dinamica: operatori nazionali che uniscono le forze per reggere il confronto con i grandi player globali.

Nei pagamenti abbiamo già visto questo film anche se la concentrazione, a volte, è solo momentanea. Innovazioni e discontinuità sono sempre dietro l’angolo.

Fonte: Il Corriere della Sera