
Immagino la scena.
HR di Google:
“Sundar, dobbiamo parlare del tuo pacchetto retributivo…”
Sundar Pichai:
“Oddio… brutte notizie?”
HR:
“Guarda, il budget è un po’ tirato. Non possiamo offrirti uno stipendio enorme. Solo 2 milioni di dollari l’anno.”
(Pausa imbarazzata)
“Però… per non farti sentire poco valorizzato… abbiamo pensato a un piccolo incentivo variabile. Diciamo… fino a 692 milioni nei prossimi tre anni.”
Ecco, più o meno è questo lo spirito del nuovo pacchetto di compensi deciso da Alphabet per il suo CEO.
La struttura è curiosa:
- 2 milioni di fisso (tanto per gradire)
- 84 milioni di bonus legati alla permanenza nel ruolo (mica che te ne vai)
- fino a 252 milioni collegati alla performance del titolo rispetto ad altre big americane
- e fino a 350 milioni legati ai risultati di due progetti futuristici: i robotaxi di Waymo e le consegne con droni di Wing.
In totale: fino a 692 milioni di dollari tra il 2026 e il 2028.
Va detto che Pichai non è esattamente l’ultimo arrivato: entrato in Google nel 2004, ha guidato lo sviluppo di Chrome e Android e, da quando è CEO, la capitalizzazione del gruppo è passata da circa 535 miliardi a 3.600 miliardi di dollari. Quindi se li merita anche. Certo che gioca in una lega tutta sua.
Secondo l’Economic Policy Institute, dal 1978 la remunerazione media dei CEO delle grandi aziende USA è cresciuta del 1.094%, mentre quella del lavoratore medio solo del 26%.
Vabbè, morale della storia: quando in azienda ti dicono che la parte variabile è importante, vale sempre la pena chiedere… quanto variabile? 😀