
Jamie Dimon ha inaugurato il nuovo quartier generale da 3 miliardi di dollari a Midtown e ha detto agli azionisti che continuerà a spostare posti di lavoro in Texas.
Certo, una rondine non fa primavera ma quando a fare scelte del genere è il numero uno di una delle banche più importanti al mondo, beh, c’è da drizzare le orecchie. Soprattutto perchè per me Texas, al massimo, vuol dire vacche e cowboy.
JPMorgan a New York è scesa da 30.000 a 24.000 dipendenti in dieci anni, mentre in Texas è salita da 26.000 a 32.000 nello stesso periodo.
Anche Goldman Sachs ci crede e sta costruendo un campus da 500 milioni a Dallas. Citadel, Elliott, Apollo vanno invece in Florida.
Nel 2025 New York ha perso 78.000 residenti e quasi 5.000 imprese.
Sarà che il nuovo sindaco vuole alzare le tasse su immobili, redditi e profitti aziendali.
New York, la città che produce più capitale finanziario al mondo rischia di perdere i produttori di quel capitale proprio mentre li tassa per finanziare i propri servizi. Cortocircuito.
Tutti in Texas allora? Beh, zero state income, costi operativi molto più bassi, meno regolamentazione locale, e un mercato del lavoro in espansione. Florida ha una logica simile. È essenzialmente una competizione fiscale tra stati che gli USA, a differenza dell’Europa, lasciano giocare liberamente.
Fonte: L’Economia