
UPS non vuole consegnare i tuoi pacchi e-commerce. Troppa sbatta. Ma vuole essere lì quando invece ti capita di rispedirli al mittente.
Scelta strategia: per quest’anno in US il corriere ha deciso di tagliare oltre il 50% i volumi di Amazon (pacchi a basso margine) mentre sta espandendo Happy Returns, la sua rete di resi, fino a 10.000 punti di raccolta negli Stati Uniti.
Il motivo è semplice come è vero che due più due fa quattro: i resi rendono decisamente di più.
Invece di consegnare un pacco a 20 indirizzi diversi, Happy Returns raccoglie 20 resi in un unico flusso verso un centro di smistamento. L’aggregazione risolve il problema di margine che la consegna “last mile” crea.
Il mercato non è affatto piccolo: gli americani nel 2025 hanno restituito merci per 706 miliardi di dollari.
E Happy Returns, acquisita da PayPal nel 2023, elabora già milioni di resi al mese per brand come Gap, Shein e Skims. Usa AI per verificare l’autenticità degli articoli restituiti prima dell’emissione del rimborso e prevenire le frodi. Riporta la merce sugli scaffali in media in 7 giorni.
FedEx ha lanciato un servizio concorrente a marzo 2025. Amazon gestisce già una rete propria da 10.000 punti.
La logistica dei resi è diventata un vero campo di battaglia.
La lezione per chi lavora nel retail o nei pagamenti potrebbe essere questa: i volumi fanno fatturato, ma non fanno sempre margine. Guarda allora dove c’è la complessità che nessuno ha ancora voglia di affrontare. Lì trovi il margine e spesso trovi anche il mercato.
Fonte: The Wall Street Journal