L’Illinois vieta ai negozianti di rifiutare i contanti. Dal 2028.
L’Illinois è il punto di partenza della leggendaria Route 66, e proprio qui il suo governatore ha firmato il Retail Cash Payment Act: dal 1° gennaio 2028, tutti i retailer non potranno più rifiutare pagamenti in contanti fino a 500 dollari, né esporre cartelli che li escludano.
La legge è passata all’unanimità sia alla Camera che al Senato. Tutti d’accordo.
Le eccezioni esistono ma sono ben precise: casse self-service (purché ne resti almeno una presidiata), vendite dopo le 22, sistemi con carte prepagate convertibili in contanti.
L’Illinois segue New York, che ha introdotto una norma simile a marzo, estendendo su scala statale una regola già in vigore a New York City dal 2020.
Chi sostiene queste leggi parla di inclusione: chi non ha accesso a conti bancari o carte (unbanked people) non può essere escluso. Chi le critica ricorda che il cashless riduce le code, elimina il rischio di rapine e libera il personale dalla gestione fisica del denaro.
Quello che sta succedendo negli Stati Uniti va in controtendenza rispetto all’Europa, dove la spinta regolatoria va nella direzione opposta: pagamenti digitali, wallet, QR code, superapp. Due sistemi che affrontano lo stesso problema, l’accesso ai pagamenti, con soluzioni normative opposte.
Il “no cash” e il “solo contanti” sono due estremismi speculari, e nessuno dei due ha senso. Chi vuole pagare in contanti deve poterlo fare. Chi preferisce la carta, il wallet o il palmo della mano deve avere la stessa libertà. Demonizzare un metodo di pagamento per promuoverne un altro non è progresso, è solo un pregiudizio con la scusa della modernità. La legalità dell’operazione è l’unico confine che conta davvero.
Fonte: Pymnts