
Forse ci siamo: otto ore di cda, quattro astenuti su tredici, ma ieri sera il consiglio di MPS ha approvato una doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali per creare terzo polo bancario da 70 miliardi. L’obiettivo dichiarato da Luigi Lovaglio (il 71enne AD dal 2022) è costruire un’alternativa “di rilevanza sistemica” all’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo l’8 giugno scorso.
Sotto il “brand MPS” potremmo avere quindi oltre 2.600 sportelli e un mix che unisce la rete Mps, l’investment banking di Mediobanca e la distribuzione di Banca Generali. Questo il nuovo assetto.
Ma si fa? Bisogna convincere gli azionisti a preferire questa strada all’offerta di Intesa. Sinergie stimate a 1,8 miliardi annui, contro i 2,9 miliardi promessi da Intesa con l’Opas.
Il nodo più delicato riguarda l’azionariato del nuovo gruppo. Se tutti aderissero, Credit Agricole diventerebbe il primo socio, davanti a Delfin, Caltagirone e alle stesse Generali. Per questo si parla già di cedere ai francesi parte della rete di sportelli in eccedenza, sul modello di quanto avvenne nel 2007 con la nascita di Intesa Sanpaolo.
➡️ Per chi lavora nei pagamenti e nel mondo bancario italiano, questo derby mette in palio la mappa competitiva su cui si giocheranno per anni sia le scelte di acquiring e wealth management che la distribuzione dei prodotti finanziari nel nostro paese. 3 asset su cui competono sempre tutte le banche.
Terzo polo bancario o mossa difensiva che rischia di complicare più di quanto risolva? 🍿
Manca ancora un po’, non siamo ancora al finale di stagione.
Fonte dati: la Repubblica