
L’interoperabilità dei pagamenti rappresenta oggi uno dei pilastri fondamentali per costruire un ecosistema finanziario globale realmente inclusivo, efficiente e accessibile. Ma cosa significa esattamente e perché è così cruciale per il futuro dell’economia digitale?
Che cos’è l’interoperabilità
L’interoperabilità è la capacità di diversi sistemi, reti e piattaforme di scambiare informazioni e processare transazioni in modo fluido, indipendentemente dalla tecnologia sottostante o dalla posizione geografica.
Immagina se potessi inviare un’e-mail solo a persone che usano il tuo stesso fornitore (ad esempio, solo da Gmail a Gmail). Sarebbe estremamente limitante. L’interoperabilità nei pagamenti è come il protocollo che permette a un utente Gmail di scrivere a un utente Outlook o Yahoo senza nemmeno pensarci: rende il “linguaggio” del denaro universale, indipendentemente dalla “posta elettronica” (banca o app) che si decide di utilizzare.
Spesso però i sistemi finanziari operano come “walled gardens” (giardini recintati), ovvero ecosistemi chiusi che frammentano il mercato e limitano l’inclusione finanziaria. Senza interoperabilità, si creano dei silos: ad esempio, un cliente con un portafoglio digitale in India potrebbe non essere in grado di pagare un commerciante che accetta solo carte di credito
Il Problema della Frammentazione
La mancanza di sistemi connessi ha un costo elevatissimo per la società:
• Costi Elevati: Nel 2020, i pagamenti transfrontalieri hanno mosso 23.500 miliardi di dollari, ma sono costati 120 miliardi di dollari in commissioni.
• Inefficienza Sociale: La frammentazione dei pagamenti al dettaglio può costare quasi l’1% del PIL a causa della duplicazione delle infrastrutture e dei processi manuali.
• Barriere all’Inclusione: Quando i sistemi non comunicano, i piccoli commercianti e i consumatori a basso reddito restano esclusi dall’economia digitale.
Le Quattro Dimensioni dell’Interoperabilità
1. Livello Tecnico: L’Infrastruttura Invisibile
Al livello più basilare, l’interoperabilità richiede standard tecnici comuni. Lo standard ISO 20022 sta emergendo come protocollo dominante per i pagamenti transfrontalieri, sostituendo i vecchi sistemi con messaggi più ricchi di dati che possono trasportare tre volte più informazioni rispetto al precedente ISO 8583.
Le API (Application Programming Interfaces) rappresentano il collante tecnologico che permette a sistemi diversi di dialogare. Come evidenziato dalla crescita esponenziale del mercato dei pagamenti internazionali, che secondo le previsioni raggiungerà i 290 trilioni di dollari entro il 2030, le API stanno rivoluzionando il settore abilitando:
- Processi automatizzati che riducono l’intervento manuale
- Aggiornamenti in tempo reale che mantengono informati business e consumatori
- Tempi di regolamento più rapidi che eliminano ritardi costosi
- Maggiore sicurezza attraverso crittografia e protocolli standardizzati
2. Livello di Rete: Connettere i Sistemi Nazionali
Il vero progresso sta avvenendo nell’interconnessione di sistemi di pagamento istantaneo domestici. Il collegamento del 2021 tra PayNow di Singapore e PromptPay della Thailandia ha rappresentato una svolta: ha permesso ai cittadini dei due paesi di trasferire denaro usando semplicemente i numeri di telefono, riducendo i costi da circa il 10% a meno di 4 dollari per transazione.
Il progetto Nexus della BIS (Bank for International Settlements) va oltre, proponendo un modello multilatérale dove ogni paese si connette una sola volta a un gateway centrale che poi lo collega a tutti gli altri. Una volta operativo, questo network potrebbe connettere 1,7 miliardi di persone, rendendo i pagamenti transfrontalieri istantanei tanto semplici quanto quelli domestici.
In Europa, il sistema SEPA Instant Credit Transfer già consente pagamenti in euro istantanei tra 36 paesi, mentre in Brasile Pix ha elaborato 64 miliardi di transazioni nel 2024, superando le carte di credito e debito combinate.
3. Livello Commerciale: Semplificare l’Integrazione
Le piattaforme di orchestrazione dei pagamenti come Adyen, Stripe e soluzioni regionali come Thunes e MFS Africa stanno nascondendo la complessità sottostante, offrendo ai merchant una singola integrazione per accedere a centinaia di metodi di pagamento locali in tutto il mondo.
Questi sistemi forniscono vantaggi tangibili:
- Routing intelligente: aumenta i tassi di autorizzazione del 10-15% indirizzando automaticamente ogni pagamento al provider ottimale
- Recupero automatico: recupera fino al 30% delle transazioni inizialmente fallite attraverso retry intelligenti
- Ottimizzazione dei costi: riduce le commissioni del 20-26% scegliendo i network più efficienti
- Consolidamento operativo: un unico report riconciliato invece di centinaia di flussi diversi
4. Livello Strategico: Chi Governa i Flussi Globali?
Per decenni, il controllo dei pagamenti internazionali è stato altamente concentrato. Visa e Mastercard gestiscono circa il 90% delle transazioni con carta fuori dalla Cina, mentre SWIFT e le banche corrispondenti hanno dominato i trasferimenti interbancari.
Ora stiamo assistendo a uno spostamento di potere verso un modello più multipolare:
Alleanze fintech: Provider come Thunes, Wise e Nium stanno creando network alternativi con accordi bilaterali
Reti regionali: L’ASEAN sta costruendo la propria infrastruttura, l’India sta esportando UPI a livello internazionale, il Brasile sta espandendo Pix
Infrastrutture pubbliche: Le banche centrali stanno lanciando sistemi di pagamento istantaneo e sperimentando CBDC (Central Bank Digital Currencies)
l Costo Sociale della Frammentazione
Un dato fa riflettere: i pagamenti retail costano quasi l’1% del PIL secondo uno studio della BCE del 2012, con i costi maggiori derivanti da infrastrutture duplicate, riconciliazione e processi manuali. Quando ogni provider costruisce i propri binari – QR code proprietari, specifiche POS diverse, reti di agenti separate – la società paga costi fissi più elevati.
La frammentazione ha conseguenze concrete:
- Esclusione finanziaria: i “giardini recintati” limitano chi può partecipare ai pagamenti digitali
- Costi delle rimesse: la media globale per inviare 200 dollari è ancora del 6,3%, ben sopra l’obiettivo del 3% fissato dall’ONU per il 2030
- Barriere per le PMI: il 77% delle piccole-medie imprese si dichiara insoddisfatto delle soluzioni attuali per i pagamenti B2B transfrontalieri
- Abbandono del carrello: il 40% dei consumatori abbandona un acquisto online se il proprio metodo di pagamento preferito non è disponibile
Raccomandazioni Politiche per un Futuro Interoperabile
Per realizzare pienamente il potenziale dell’interoperabilità, servono azioni coordinate:
- Mandare l’interoperabilità come obiettivo regolatorio: proprio come lo standard EMV ha sbloccato i pagamenti con carta internazionali, uno standard nazionale per QR code o API può sbloccare la concorrenza
- Costruire infrastrutture di pagamento aperte e neutrali: trattare i sistemi di pagamento istantaneo, CBDC e i binari ISO 20022 come beni pubblici digitali
- Promuovere accesso proporzionato per banche e non-banche: fintech, micro-PSP e operatori di mobile money devono accedere ai binari principali a condizioni eque
- Proteggere la portabilità dei dati dei consumatori: i dati dovrebbero seguire l’utente, non bloccarlo
- Affrontare gli incentivi per i merchant: commissioni MDR più basse per i piccoli merchant e servizi a valore aggiunto possono accelerare l’adozione
- Progettare CBDC per l’inclusione: capacità offline, KYC scaglionato e interfacce semplici contano quanto la tecnologia sottostante
L’interoperabilità trasforma i pagamenti da un labirinto di barriere a un’autostrada digitale globale, dove il valore può muoversi liberamente come l’informazione. Per le imprese, significa scalare più velocemente; per i consumatori, significa costi più bassi e maggiore accesso ai servizi finanziari.
Fonti principali: Thunes/Visa “The Road Ahead: Towards Seamless Payment Interoperability” (2025), BIS Working Paper “Competing Digital Monies” (2025), Dwayne Gefferie “Payments Interoperability” (2025), Estelle Brack “Interoperability as a Public Good” (2025), Convera “APIs in Fintech Cross-Border Payments” (2025)