Le Big Tech americane devono raccogliere 1.000 miliardi di dollari entro il 2028 per finanziare l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale.

Cash flow, equity, bond in dollari: non basta più niente di tutto questo. Così Amazon, Meta, Oracle, Microsoft, Alphabet, SpaceX e Nvidia si sono trasformate in pochi mesi in emittenti giganti di corporate bond in euro.

Da inizio anno gli affamati hyperscaler hanno emesso obbligazioni per circa 182 miliardi di dollari (Nvidia esclusa secondo JP Morgan), quasi il doppio dei 93 miliardi del 2025. Amazon ha stabilito un record storico sul mercato euro.
superando, in emissioni obbligazionarie, il totale del debito pubblico spagnolo previsto per il 2026. Singole emissioni da 25 miliardi di dollari stanno diventando la norma.

Lo stock di bond Big Tech in euro vale oggi 40 miliardi, il 10% di tutte le emissioni corporate nell’area euro.

La BCE lo vede come un problema, potrebbe essere l’inizio di una ridefinizione dei mercati obbligazionari europei, con un rapido aumento del leverage a livello di sistema. Ma attenzione, non è il rischio di fallimento di Amazon o Meta a preoccupare la BCE nel breve termine, ma il fatto che l’intero mercato obbligazionario europeo si stia riorganizzando attorno a questi flussi, con più debito e più concentrazione del rischio distribuiti nel “nostro” sistema.

Se questi hyperscaler assorbono una quota crescente della domanda di credito, per le altre imprese diventa più difficile e più caro finanziarsi, con effetti a catena anche su titoli di Stato e obbligazioni sovranazionali (hai capito come gira il fumo? Pensa te il mondo della finanza com’è incasinato).

Le Big Tech USA non hanno alternative: per finanziare l’AI devono continuare a collocare emissioni di dimensioni mai viste prime. Ah, e stai tranquillo, non è che la abbiano solo bond in dollari e in euro: molte di loro hanno emesso anche in yen, franchi svizzeri, dollari canadesi e sterline inglesi. Speriamo che tutta la baracca tenga.

Fonte dati: IlSole24Ore

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