Non esiste un pranzo gratis ma comunque l’Italia ha proposto a Bruxelles di azzerare le commissioni per i pagamenti in euro digitale sotto i 10 euro per tutelare piccoli esercenti e microimprese.

Si ipotizza un tetto di 0,02 euro per transazione sul servizio di accettazione, con l’apertura esplicita a un livello zero come esito de facto.

L’accoglienza è stata positiva e fonti bancarie riferite a Euronews raccontano di un sostegno diffuso nella comunità delle banche centrali dell’eurosistema, con un apprezzamento specifico da parte della Bce.

L’euro digitale è sempre più vicino, gli esercenti saranno tenuti ad accettarlo, salvo eccezioni, e per questo la ripartizione delle commissioni tra operatori (il compensation model) resta uno dei nodi più delicati, insieme ai limiti di detenzione (holding limits).

Dietro la proposta italiana c’è anche un precedente concreto: il protocollo firmato al Mef il 15 giugno 2026 per rendere più trasparenti e comparabili i costi che gli esercenti sostengono per accettare pagamenti elettronici.

Sullo sfondo resta il solito tema strategico: l’Europa dipende in gran parte da circuiti di pagamento statunitensi come Visa e Mastercard, e l’euro digitale è uno degli strumenti con cui l’Ue prova a costruire autonomia nei pagamenti. La Bce punta a una prima possibile emissione nel 2029, se la normativa verrà approvata entro quest’anno.

Il consumatore medio non conosce tutti gli attori che stanno dietro una transasazione e proposte, politiche, come questa hanno sempre una grande risonanza populista. Mi chiedo dove verrà spostato il costo delle micro-transazioni (se le commissioni saranno a zero). Perchè, ritornando al punto iniziale del post, al mondo nulla è gratis o, come recita il celebre adagio economico e popolare di Milton Friedman: “non esiste un pranzo gratis”.

Fonte: Euronews