Poste Italiane si muove su due direttrici super interessanti.
Da una parte la valutazione di aumentare la presenza nel capitale di Tim, rilevando un ulteriore 2,51% da Vivendi e portandosi così al 27,31%.
Dall’altra, il lavoro per arrivare all’ingresso al 49% in PagoPA, la piattaforma che consente ai cittadini di effettuare pagamenti verso la PA.
Un passaggio che aprirebbe un nuovo capitolo nella collaborazione tra Tesoro, Poligrafico e Poste, con l’obiettivo di rafforzare un’infrastruttura digitale ormai essenziale per cittadini e imprese. Non solo tecnologia, ma anche governance, competenze e capacità di accompagnare la trasformazione del settore pubblico.

L’accordo, su cui non arrivano smentite, segnerebbe l’avvio di un modello di collaborazione più integrato tra pubblico e privato, basato su servizi affidabili, vicini agli utenti e capaci di evolversi in modo rapido. Poste porterebbe in dote esperienza, capillarità e know-how sui sistemi di pagamento, rafforzando un asset che negli ultimi anni ha accelerato la modernizzazione dei processi amministrativi.

Sul palco del premio TgPoste, Matteo Del Fante ha ricordato la natura dell’azienda: “Siamo un’azienda di servizi, non produciamo beni materiali. La nostra forza è il talento”.

Una società sempre più centrale nei meccanismi del Paese.