I risultati di Nvidia erano attesi come una sorta di termometro dell’intero ecosistema legato all’intelligenza artificiale. E i numeri usciti ieri sera hanno riportato un po’ di serenità sui mercati.

Nel terzo trimestre la società ha raggiunto 57 miliardi di ricavi (contro attese di 55,2) e guarda a 65 miliardi per il quarto (gli analisti ne prevedevano 62). Gli utili? 31,91 miliardi, anche qui oltre le previsioni. Non stupisce che nel dopo-Borsa il titolo sia salito fino al +5%.

E perchè tutti aspettavano i numeri di invidia? Perché Nvidia non è semplicemente un produttore di chip: è il motore tecnologico delle big tech impegnate nell’AI. Guardare ai suoi risultati significa osservare lo stato di salute dell’intero settore.

Il nodo centrale riguarda gli investimenti. Le big tech statunitensi stanno programmando cifre gigantesche:

  • 400 miliardi di dollari nel 2025,
  • 491 nel 2026,
  • 644 nel 2027 solo per gli hyperscaler USA.

Alcune stime parlano di 3.000 miliardi di investimenti complessivi entro il 2030, che superano la costruzione delle reti 4G, 5G e del cloud messe insieme. Numeri che hanno spinto molte aziende a finanziare questa corsa anche tramite debito: nel 2025 le emissioni obbligazionarie legate all’AI toccano già 145 miliardi, +238% rispetto al 2024.

La corsa all’oro dell’AI può spingere a scelte troppo aggressive, senza certezze sui ritorni futuri. Ma nessuno oggi può sapere quali player emergeranno, né se da altre geografie, Cina inclusa, potrà arrivare un sorpasso inaspettato.

Un po’ di fiducia arriva dai calcoli di Goldman Sachs: il valore attualizzato dei benefici dell’IA per l’economia americana potrebbe variare da 5.000 a 19.000 miliardi, con uno scenario centrale da 8.000 miliardi. Secondo la banca d’affari, queste prospettive giustificano la corsa agli investimenti.

Resta però un fatto: le valutazioni delle big tech incorporano già aspettative molto elevate.
Oggi i multipli parlano chiaro:

  • Nvidia vale circa 40 volte gli utili dei prossimi 12 mesi,
  • Amazon 31,
  • Microsoft 30,
  • Alphabet 27,
  • Meta 24.

Multipli più bassi rispetto a qualche settimana fa, ma ancora impegnativi. È sufficiente un rallentamento per generare vendite pesanti, come si è visto nelle ultime settimane: Nvidia ha perso il 12% dai massimi di ottobre, Amazon quasi il 15% da inizio novembre, Meta il 26% da agosto.

Ecco perché i risultati di Nvidia di ieri notte potrebbero ridare un po’ di fiducia al comparto. Vinceranno tutti? O qualcuno salterà?

Fonte: IlSole24Ore

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