“Ghe pensi mi” – ci penso io – sembra dire Amazon. Vuole fare tutto lei. É il più famoso marketplace della terra ma non gli basta. Vuole diventare il posto dove i merchant gestiscono l’intera attività, indipendentemente da dove avvenga la vendita. Oltre il 95% dei seller Amazon vende anche altrove e questa cosa non gli sta più bene.

Due mosse, stessa direzione per provare a diventare “il sistema operativo del retail“.

Giovedì Amazon ha aperto Seller Central agli ordini e alle inserzioni di Walmart, eBay, Shopify e TikTok. Un concorrente diretto gestito dentro il software del rivale più grande del retail.

Nello stesso periodo, Amazon Seller Assistant è passato da chatbot conversazionale ad agente persistente: monitora inventario, prezzi, advertising, domanda e compliance, e con il permesso del merchant può preparare o eseguire azioni.

I suoi seller mondiali generano oltre il 60% delle vendite ed è logico provare a imbrigliarli e gestire il tutto.

Amazon sta competendo per diventare il sistema attraverso cui i merchant leggono e gestiscono ogni canale.

Un agente che vede solo le vendite Amazon ha una visione parziale di un merchant multicanale. Quando copre insieme Amazon, Walmart, Shopify, TikTok ed eBay, ottiene il contesto per individuare problemi di domanda, inventario e marginalità.

Non è un caso che, nella stessa settimana, Amazon abbia bloccato Muse, il nuovo agente AI di Meta per lo shopping personale, dal proprio marketplace. Il permesso di agire, non solo il traffico, è già la vera posta in gioco nel retail.

La piattaforma con lo storefront più forte potrebbe non essere più quella che vince. Potrebbe vincere chi ha il permesso di agire su tutti gli storefront insieme.

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