
Alzi la mano chi non ha odiato almeno una volta un camionista incrociato in autostrada! Dai, non fate i timidi. A breve non te la potrai più prendere con loro, perchè i mezzi pesanti viaggeranno da soli, a guida autonoma. E, se ci pensi, in effetti chi se ne frega dei robo-taxi. Meglio prima risolvere i problemi che abbiamo sul trasporto pesante. Che è anche più redditizio.
Aurora, società di camion a guida autonoma, ha deciso di non fermarsi più. Dal 30 luglio scorso, la rotta driverless tra Dallas e Houston funziona anche di notte.
Tre mesi dopo il lancio, i loro camion percorrono migliaia di chilometri senza conducente, giorno e notte, e la rete si è già estesa fino a Phoenix.
Il segreto sta in FirstLight Lidar, un sistema capace di “vedere” nel buio oggetti a oltre 450 metri di distanza e di individuarli 11 secondi prima di un guidatore umano. Un vantaggio che, su tratte lunghe, si traduce in consegne più veloci e in un utilizzo dei mezzi più che raddoppiato.
Aurora ora punta a un’altra prova: dimostrare che i suoi camion possono affrontare anche la pioggia. Nel frattempo, ha già superato le 20.000 miglia di guida completamente autonoma. Bombetta.
Ovviamente non è l’unica non è l’unica a spingere sull’acceleratore, ci sono altri su mercato che avrai sicuramente sentito di più:
🚖 Waymo porterà i robotaxi a Dallas l’anno prossimo, in partnership con Avis Budget Group.
🚌 Lyft lancerà a fine 2026 navette autonome Holon/Mobileye partendo da aeroporti e città partner.
🚙 Uber metterà in strada 20.000 Lucid Gravity con tecnologia autonoma di Nuro nei prossimi sei anni, grazie a un maxi-investimento congiunto.
Stiamo assistendo a una nuova corsa: non quella all’oro, ma a chi riuscirà per primo a rendere la mobilità autonoma parte della nostra quotidianità. E più che soluzioni per il b2c, saranno quelle nel b2b a fare la differenza. Anche se sembrerà di vivere in un videogame.