
Amazon è nel pieno di una storica striscia di perdite in Borsa: da inizio febbraio il titolo ha perso circa il 18%, cancellando qualcosa come 450 miliardi di capitalizzazione.
Si parla di Borsa e di AI. La solita noiosissima combo. E il motivo è sempre lo stesso.
Amazon ha “dichiarato” di voler investire nel 2026 oltre 200 miliardi di dollari (quasi il 60% in più dell’anno scorso e ben oltre le attese di Wall Street), soprattutto in data center, chip e infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
E il mercato oggi “punisce” questa scelta perché i ritorni non sono ancora visibili e Amazon viene messa in modalità “prove it“: dimostraci di saper trasformare questa spesa in ritorni concreti, oppure verrai rivalutata al ribasso.
Andy Jassy e il team AWS difendono la strategia: questi investimenti sono necessari per cogliere l’ondata AI sul cloud e generare forti ritorni sul capitale nel medio-lungo termine. Ma nel frattempo la sensibilità degli investitori è cambiata: dopo anni di “growth at all costs“, oggi cash flow, disciplina e visibilità sui ritorni contano più che mai. Lo sappiamo, ce lo siamo già detti.
Però Amazon non sarà del tutto scema no? Sa che:
– l’AI non è gratis, richiede scelte di capitale coraggiose
– il timing tra investimento e ritorno può creare forti turbolenze di breve periodo
– la vera differenza la farà la capacità di execution, non solo gli annunci
Ergo… lo fa e guarda avanti. Errore o visione di lungo periodo?
Certo è che sono in pochi a potersi permettere scelte del del genere.
Fonte: CNBC