
Il binomio tra tecnologia e retail è inscindibile. Non si tratta di uno slogan, ma di un rapporto concreto, dimostrato dai numeri. Il macro settore che attira milioni di investimenti, il digitale, è quello su cui si concentrano la maggior parte degli sforzi.
Secondo il Politecnico nel 2025 l’incidenza degli investimenti in digitale sul fatturato del retailer è cresciuta, raggiungendo il 4,7% (era il 3,2% nel 2024).
Sono stato intervistato da retail&food insieme ad altre dieci aziende che lavorano con e per il retail: Adyen, Deliverect, Qodeup, Retex, Sensormatic Solutions, Sintropy, TSC Auto ID, VisonArea e Voucherly.
Li cito perché saranno sì competitor di Market Pay ma alla fine sono compagni di viaggio. E solo facendo squadra si riesce a far funzionare le cose.
Quali sono le caratteristiche del mercato di oggi?
Il retail sta affrontando,nuovamente, una trasformazione, verso una maggior efficienza e personalizzazione della customer experience. Sono cambiate le abitudini di consumo, la domanda è in calo e il tema dei costi, che c’è sempre stato, torna sulle scrivanie dei decisori. Ci viene chiesta chiarezza nelle offerte, supporto, architetture resilienti.
Le aziende hanno compreso che l’omnicanalità non più un canale aggiuntivo, ma un’infrastruttura che abilita il controllo dei margini e trasforma il negozio in un luogo di servizio. In un contesto dove gli investimenti digitali sono ancora contenuti ma in crescita (4,7% – fonte Politecnico di Milano), la richiesta principale è la trasparenza: soluzioni capaci di abbattere i costi operativi e ridurre l’attrito al momento del pagamento.
Rispetto alla vostra offerta, quali sono i servizi più innovativi?
All’interno della ampia offerta omnicanale di Market Pay e, in linea con quanto raccontato più sopra, stanno emergendo, in particolare, due servizi. Il “loyalty vault” e i SoftPos.
Abbiamo capito che i programmi fedeltà tradizionali creano spesso fastidiosi attriti alla cassa. Con il Loyalty Vault, vincitore del Trustech 2025 Innovation Award, la normale carta di pagamento, che sia fisica o salvata in un wallet mobile, diventa direttamente l’identificativo del cliente. Al momento del pagamento in cassa, il sistema riconosce l’utente in modo del tutto invisibile e automatico, senza dover scansionare nulla. Senza dover cercare una carta fedeltà nel portafogli, senza dover smanettare in un’app sul cellulare. Questo approccio innovativo trasforma la fedeltà in una vera e propria strategia di pagamento, aumentando le iscrizioni ai programmi fino al 30% e permettendo ai retailer di ridurre fino al 35% i costi operativi legati alle vecchie tessere fisiche. Immaginate poi la semplicità, le code alle casse che si riducono.
Parallelamente, stiamo rivoluzionando l’esperienza fisica all’interno degli store grazie alla tecnologia SoftPos. Questa soluzione permette di trasformare i normali smartphone o tablet commerciali, sia Android che iOS, in veri e propri terminali di pagamento contactless. Eliminando la necessità di acquistare o noleggiare hardware POS aggiuntivo, abbattiamo i costi per gli esercenti. Il vantaggio più grande è la mobilità assoluta: lo staff può finalizzare la vendita in qualsiasi punto del negozio, accompagnando il cliente dalla consulenza direttamente al pagamento senza farlo passare per la cassa tradizionale. È un’innovazione perfetta per azzerare le code e gestire le vendite in totale libertà. E’ una tecnologia (di fatto è un’app) che ci viene molto richiesta in white label, anche da banche e distributori che non vogliono investire in soluzioni proprietarie.
Come fa un’azienda, a districarsi tra le proposte di mercato?
Sul mercato c’è tanta confusione, tanto rumore. E se lo avvertiamo noi che siamo addetti ai lavori, figuriamoci i poveri merchant. L’offerta continua a cambiare, non è facile rimanere aggiornati. Orientarsi tra tecnicismi, nuove normative (come l’obbligo dal 2026 di collegare POS e registratore telematico) e costi variabili non è immediato. Il nostro ruolo è duplice. Da una parte cerchiamo di semplificare, integrarando ad esempio il fisico e il digitale in un’unica piattaforma di Unified Commerce che renda il pagamento un gesto naturale, non un fastidio da sopportare. Dall’altra cerchiamo di farea (in)formazione. In prima linea cerco di rispondere alle domande delle aziende, di tenere aggiornati i nostri clienti, di stimolarli. Questo è un mercato iper veloce dove le infrastrutture hanno costi variabili e dipendenti dalle dimensioni: fare degli errori può costare caro e metterci a disposizione è un dovere.