Ieri mia figlia mi manda un messaggio su WhatsApp: “Papà, sono usciti i voti!“.
Mi ritrovo catapultato di oltre 30 indietro e la chiamo subito al telefono. La sento trafelata, mi dice che, come al solito, non ha molto tempo per parlare (con me) perchè sta uscendo.
Chiedo: “Ah, stai andando a vedere i voti?“
E lei: “Papà… che carino che sei…“
E niente, sono davvero un vecchio. Boomer non lo so perchè tecnicamente no ma… i voti oggi non si trovano più nei tabelloni appesi dietro i vetri della scuola. Sono online. Papà, anche tu.
Già. Quindi oggi, ogni studente, scopre i propri voti nella solitudine della sua cameretta.
Il mio amico Gamba, pluri rimandato e pure bocciato mi ha detto: “Ricky, meglio così! Che quando ci trovavamo davanti alla scuola mi prendevate sempre tutti per il culo!“. Vero. Ma eravamo tutti. Eravamo insieme.
Quindi: si studia online senza frequentare, si gioca online, si cazzeggia online, si… aaaaaah! Dannato boomer, vai fuori di me! I tempi sono cambiati!
Sì. Sarà. Però mi sembra che la solitudine sia in aumento. Che la necessità di confrontarsi e contaminarsi sia forse desiderata ma non ricercata attivamente. Nè tantomeno offerta. Boh.
Detto questo: buona maturità a tutti. Anche a te, figlia mia, che tanto non mi leggerai mai perchè sono vecchio.