
Questa estate abbiamo dato una scossa al sistema scolastico italiano. Con la speranza di dargli una una ripresa e di fronteggiare l’aumento di episodi di violenza, bullismo e cyberbullismo nelle scuole.
Con la legge 150/2024 e i due regolamenti attuativi approvati il 30 luglio, viene avviata una trasformazione radicale nella valutazione del comportamento, già in vigore dal nuovo anno 2025/26.
La novità più visibile è il ritorno del voto numerico in condotta (in decimi) nella scuola secondaria di primo grado, dopo anni di giudizi descrittivi. Questo voto entrerà nella media scolastica, attribuendo al comportamento lo stesso peso delle altre materie. L’idea alla base è lodevole: la libertà personale si realizza adempiendo ai propri doveri. Che dovrebbe valare tanto a scuola quanto sul lavoro.
In sintesi:
- Secondaria di primo grado: 5 in condotta = bocciatura automatica, a prescindere dai risultati nelle altre discipline.
- Voto inferiore a 6 → partecipazione obbligatoria a progetti su cittadinanza attiva e rispetto delle regole.
- Scuole superiori: con 6 in condotta il consiglio di classe sospende l’ammissione alla classe successiva; lo studente deve presentare un elaborato critico, la cui mancata o insufficiente consegna comporta la non ammissione.
- Alla maturità, il voto in condotta incide sui crediti: il massimo punteggio è riservato solo a chi ottiene almeno 9/10.
La riforma rende strutturale anche la disciplina sulle sospensioni:
- Fino a 2 giorni → attività di approfondimento e riflessione.
- Da 3 a 15 giorni → allontanamento dalle lezioni ma non dalla scuola, con attività di cittadinanza attiva sul territorio. E sarei curioso di capire come verrà gestita…
Sul fronte delle sanzioni, già in vigore le “super multe” da 500 a 10.000 euro per aggressioni a docenti o personale scolastico, e pene detentive più severe: fino a 7 anni e mezzo per aggressione e fino a 4 anni e mezzo per oltraggio. Not bad. Pazzesco che ci si debba arrivare e pensare.
Per la sola scuola primaria, restano i giudizi sintetici (“ottimo”, “distinto”, ecc.) affiancati dalla descrizione del percorso educativo e dal portfolio personale.
Una riforma che punta i riflettori in modo deciso su comportamento e rispetto delle regole che diventano parte integrante del percorso scolastico, con conseguenze concrete sul futuro degli studenti. Sempre che gli freghi qualcosa.
Fonte: IlSole24Ore