INel 2019, il 92% dei parcheggi su strisce blu si pagava in contanti o con monete. Nel 2025 siamo al 59%. Non male eh?

La mobilità italianasi è trasformata e i numeri del Politecnico di Milano lo documentano con una certa precisione chirurgica.

Il pedaggio autostradale ha chiuso il 2025 a 9,9 miliardi: l’88% delle transazioni avviene tramite telepedaggio. Il restante 12%, quelli in fila durrante i picchi, sono sempre più un’anomalia, non una norma.

Il trasporto pubblico locale passa dall’11% al 44% di pagamenti digitali in sei anni. Taxi dall’15% al 39%.

Nel trasporto a medio-lungo raggio treni, pullman e aerei) si prenota e acquista online tra il 72% e il 73% dei casi.

Guardando ai dati si vede come la maturità digitale non sia mai uniforme, c’è sempre un segmento che corre (e che traina) e uno che cammina.

Il telepedaggio e i grandi vettori di trasporto viaggiano, ad esempio, a piena velocità. La sosta su strada e il trasporto urbano inseguono con progressi importanti, ma con un gap ancora evidente rispetto alle attese.

In questo caso, è il pagamento della sosta su strada che ha fatto un bel salto in lungo (dal nulla al 41% in sei anni).

Chi opera in questo settore (infrastrutture, operatori di mobilità, retail nei transit hub) sta lavorando su un ecosistema che cambia sotto i piedi ogni anno un po’ di più.

Abbiamo sempre considerato carte, app, contactless e online solo come meri strumenti di pagamento: sono decisiamente il nuovo punto di contatto con il cliente.

Fonte: Ricerca “Il mercato della mobilità in Italia nel 2025: strumenti e canali di pagamento digitali”