Mastercard ha appena aggiunto ad Agent Pay un probability score che indica quanto è probabile che una transazione sia stata avviata da un agente AI.

Agent Pay, lanciato da Mastercard ad aprile 2025, è il programma che consente agli agenti AI di avviare e completare pagamenti per conto di consumatori e imprese.
Si basa su token e standard dedicati alle transazioni agentiche, con il consumatore che mantiene il controllo della decisione.

Insieme al probability score arrivano nuovi segnali di fiducia su identità, intento e comportamento, che dicono a banche e merchant se l’attività appare anomala e se richiede una verifica ulteriore. Mastercard li descrive come il livello di “intelligence” del suo Agent Pay Trust Framework.

E questo livello è necessario perchè, per chi lavora nell’acquiring, prima ancora di approvare un importo, il sistema deve capire chi sta agendo per conto del consumatore e con quale mandato. Cambia il livello autorizzativo.

Secondo PYMNTS Intelligence il 56% dei consumatori lascerebbe confrontare i prodotti a un agente AI e il 35% gli darebbe accesso ai metodi di pagamento salvati. Ovviamente prendi con le pinze questi numeri, non è che i consumatori lo fanno, dicono che “lo farebbero”. Un conto sono le intenzioni, la pratica è ancora un po’ lontana.

Però, se un terzo dei consumatori è pronto a delegare, chi governa identità e intento dell’agente scrive anche le regole con cui si autorizza un acquisto. In Europa, con PSD2 e SCA già operative e PSD3 in arrivo, gli standard aperti si giocano in questo momento, prima che il livello di fiducia degli agenti venga definito interamente altrove.

Il probability score affiancherà la SCA o la sostituirà nelle decisioni di autorizzazione?