Meta, Google e gli altri giganti del tech stanno spendendo cifre folli per l’intelligenza artificiale. E per farlo, si stanno indebitando sempre di più.

Secondo Goldman Sachs, nel 2025, le big tech americane hanno emesso 200 miliardi di dollari in obbligazioni (cioè hanno chiesto soldi in prestito). +23% rispetto al 2024. Ed è come se ogni abitante degli USA avesse prestato 600 dollari a queste aziende.

Dove vanno questi soldi? Principalmente per costruire data center giganteschi e comprare supercomputer necessari per far funzionare l’intelligenza artificiale.

Il trucchetto del “fuori bilancio”

Ecco dove le cose si fanno interessanti (e un po’ preoccupanti).

Alcune aziende stanno usando dei veicoli speciali (SPV – Special Purpose Vehicle) per nascondere parte del debito dai loro bilanci ufficiali. È un po’ come se tu chiedessi un prestito ma lo intestassi a tuo cugino per non farlo vedere ai tuoi genitori.

Esempio: Meta (Facebook) ha creato una società separata per costruire un mega data center in Louisiana, così il debito non appare direttamente nei suoi conti.

Questi “trucchi” ricordano quelli usati dalle banche prima della crisi finanziaria del 2008. All’epoca nessuno capiva davvero quanto fossero indebitate le banche… finché non è esploso tutto (ti ricordi di Lehman?).

Spendono più di quanto guadagnano?

Le Big Tech stanno stanno investendo il 72% dei loro guadagni in AI, e questa percentuale potrebbe salire fino al 94% in futuro.

Amazon, per esempio, spenderà 100 miliardi nel 2025 per data center e AI. Fortunatamente genera abbastanza soldi (130 miliardi) per permetterselo… per ora.

Il vero problema: i prezzi delle azioni

Le azioni tech costano tantissimo rispetto a quanto guadagnano realmente le aziende:

  • Tesla: costa 233 volte quello che guadagna (ci vorrebbero 2 secoli per recuperare l’investimento!)
  • Nvidia: 55 volte
  • Microsoft e Amazon: 35 volte
  • Meta: 21 volte (la più “ragionevole”)

Ma ora…

La domanda da un milione (anzi, da 200 miliardi) di dollari: l’AI ripagherà davvero tutti questi investimenti?

Se sì, chi ha investito ora farà i soldi. Se no… beh, potremmo assistere a un bel bagno di sangue in borsa.

Per ora, gli investitori ci credono. Ma la cautela sta crescendo, e qualcuno inizia a chiedersi se questa corsa all’oro dell’AI non assomigli un po’ troppo alle bolle speculative del passato. Toccando ferro si intende.

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