Un indice che perde il 5% in una sola seduta finisce nei libri di storia, e giovedì è successo al Nasdaq.

Mercoledì le Borse festeggiavano… cosa è cambiato in 24 ore?

Secondo le stime riportate dalla stampa finanziaria, la vendita dei titoli tech ha bruciato circa 2,5 trilioni di dollari in due giorni.

Il giorno dopo le elezioni di metà mandato americane (le midterm), l’indice delle grandi aziende tecnologiche ha ceduto più del 5% e si trova ora il 15% sotto i massimi del 6 ottobre. Il timore è che la vittoria dei Democratici riduca la spesa pubblica e gli investimenti in data center per l’intelligenza artificiale, colpendo per primi i produttori di chip.

Ti rendi conto quanto la politica condizioni gli affari delle quotate?

In questi casi, da manuale, bisogna andare subito a controllare:

1️⃣ Il Vix, detto “indice della paura”, è salito del 60% fino a 26 punti. Misura quanto gli investitori si aspettano oscillazioni forti, e quel livello si vedeva l’ultima volta nel bear market del 2022.

2️⃣ I titoli di Stato sono saliti. Quando si vendono azioni, una parte del denaro si sposta sui bond, e poiché prezzo e rendimento viaggiano in direzioni opposte, il rendimento del Treasury decennale è sceso al 4,82% e quello del Bund tedesco dal 3,65% di fine settembre al 3,24%.

3️⃣ L’oro è cresciuto dell’1%, intorno ai 4.100 dollari. Nei veri momenti di panico si vende anche l’oro per fare cassa, quindi questo dato suggerisce una paura che gli operatori stanno ancora gestendo con lucidità.

4️⃣ Lo spread tra Treasury e junk bond (le obbligazioni più rischiose) è rimasto al 3,3%, sotto la soglia d’allarme del 3,5-4%.

Di fatto il mercato dovrebbe guardare agli utili che, nel terzo trimestre 2026, sono cresciuti del 30,2%. Un record, e per il 2027 gli analisti stimano un +16,3%. Quindi o le previsioni sono troppo ottimistiche, oppure la paura di giovedì è esagerata.

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