Parliamo di auto volanti e di colonie su Marte, ma il 95,7% degli italiani continua a comprare nel negozio sotto casa (indagine Censis-Confcommercio del 30/11).

Il 90,6% considera il commercio di prossimità un tratto distintivo della società italiana e l’85,9% si sente più sicuro dove negozi e locali restano aperti. Siamo animali sociali, e il digitale rischia di isolarci. Il bar sotto l’ufficio, il fruttivendolo e la tabaccheria offrono ciò che nessuna app consegna: un saluto, un volto noto, qualcuno su cui contare in caso di necessità (lo dice l’85,8% degli intervistati).
Sulla sicurezza restano nodi aperti. Nel 2025 un esercizio commerciale su dieci ha denunciato un furto e cinque su mille una rapina. I furti sono vicini ai livelli pre-Covid mentre le rapine sono salite del 10,6%.

Ogni serranda abbassata pesa sulla strada: per l’83,2% degli italiani la chiusura dei negozi favorisce il degrado urbano, e il 72,4% compra solo in zone che considera sicure. Con circa 460mila locali sfitti, le attività rimaste si trovano più isolate e vulnerabili.

Salvaguardare i business che circondano le nostre case e i nostri uffici significa investire in economia, occupazione, vivibilità e qualità dei servizi. Servono politiche di sostegno alle imprese, rigenerazione urbana e protocolli di sicurezza condivisi tra istituzioni e forze dell’ordine, con i negozi riconosciuti come infrastrutture economiche e sociali dei territori.

Tags: