Ovviamente dipende che cosa devi fare. Il Policlinico Gemelli di Roma però, alla premiazione dei Best Italian Hospitals Awards, si è classificato primo ospedale italiano davanti al San Raffaele di Milano e all’Azienda Ospedale-Università di Padova.
Daniele Piacentini, alla guida del Gemelli, ha spiegato che aumentare il numero di Tac all’ora vuol dire prima di tutto rispondere al paziente, perché ogni esame in più nella stessa ora si traduce in un’attesa più breve per qualcuno che sta aspettando una diagnosi. Detta così, l’efficienza diventa tempo restituito alle persone.
Il contesto spiega perché il discorso sia così attuale: la spinta del Pnrr è ormai finita e i panel prima della cerimonia si sono interrogati su come trasformare gli investimenti degli ultimi anni in un modello che possa reggere nel tempo. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha osservato che per ogni euro investito serve un ritorno in salute, e quindi più rendimento oltre a più finanziamento.
Il ranking, giunto alla quinta edizione, combina dati di Ministero della Salute, PubMed, Agenas e Programma Nazionale Esiti con reputazione e presenza digitale. Il Gemelli guida anche cardiologia, oncologia e policlinici, il Rizzoli l’ortopedia e Humanitas l’eccellenza digitale, mentre tra le regioni la Lombardia precede Emilia-Romagna e Veneto.
Il passaggio che mi ha colpito di più riguarda la fase che si apre dopo il Pnrr. Nino Cartabellotta (Gimbe) ha chiesto di aumentare il rendimento della sanità, cioè un ritorno in salute per ogni euro investito, e il direttore del Gemelli ha dato a quel concetto un numero concreto: la capacità produttiva di una macchina diventa tempo restituito al paziente.
Chi lavora nei pagamenti riconosce subito questa logica, perché ogni secondo guadagnato in un processo si traduce in un’esperienza migliore per chi sta dall’altra parte.
Fonte: Milano Finanza