
Visa ha appena lanciato la Stablecoins Advisory Practice, una nuova linea di servizi all’interno di Visa Consulting & Analytics. L’obiettivo è supportare banche, fintech, merchant ed enterprise nel capire se, come e quando le stablecoin abbiano davvero senso nei loro modelli di business.
Cosa offre la nuova practice
Non si parla solo di tecnologia. Il perimetro include programmi di formazione sulle stablecoin, analisi dei trend di mercato, definizione di strategie e casi d’uso, supporto all’integrazione tecnologica.
Elemento interessante: Visa insiste sulla propria neutralità. Non “vendere stablecoin a tutti”, ma aiutare i clienti a capire se sono realmente lo strumento giusto.
👥 I primi clienti
Tra i primi utilizzatori ci sono Navy Federal Credit Union, che sta valutando applicazioni per i suoi 15 milioni di membri, VyStar Credit Union e Pathward. Visa prevede di arrivare a centinaia di clienti man mano che l’interesse istituzionale crescerà.
Questa offerta non nasce dal nulla. Dal pilota USDC del 2023, Visa ha esteso il supporto a più stablecoin, lavorato su blockchain come Ethereum, Solana e Stellar, e attivato oltre 130 programmi di carte collegate a stablecoin in più di 40 Paesi.
A fine novembre 2025, il volume di regolamento in stablecoin ha raggiunto un run rate annualizzato di 3,5 miliardi di dollari.
Il contesto regolatorio conta
La spinta arriva anche dal quadro normativo. Con il GENIUS Act (luglio 2025), gli USA hanno introdotto il primo framework organico per emissione e supervisione delle stablecoin. Un freno importante è saltato.
Nel frattempo, il mercato globale delle stablecoin ha superato i 300 miliardi di dollari, con stime che parlano di 1,9–4 trilioni entro il 2030.
E quindi?
Per Visa le stablecoin non sono più solo strumenti “cripto”, ma infrastruttura finanziaria emergente.
Sta giocando su due tavoli: difesa, proteggendo il core business dei pagamenti, e attacco, posizionandosi come advisor e orchestratore tra fiat e blockchain.
Non è sola: Mastercard, PayPal, JPMorgan e Citi si stanno muovendo nella stessa direzione. Il punto non è più capire o meno se le stablecoin verranno usate, ma chi controllerà il livello di orchestrazione tra i diversi rail di pagamento.
Aspettarsi una forte accelerazione di progetti istituzionali tra 2026 e 2027, soprattutto su cross-border e tesoreria B2B, è tutt’altro che azzardato.