
53 miliardi di dollari offerti, PayPal ha detto no. Stripe e Advent abbandonano l’acquisizione.
La telenovela estiva continua. Sul palco, a raccontarci i fatti loro, Bloomberg.
Come detto, un’operazione da oltre 53 miliardi di dollari, quella che sarebbe stata una delle leveraged buyout più grandi di sempre nel fintech, sembra essersi fermata a un passo dal traguardo.
Ripercorriamo la timeline.
A febbraio Bloomberg rivela che Stripe sta valutando l’acquisizione totale o parziale di PayPal. Il titolo PayPal schizza del 7% in un giorno.
Ad aprile si forma un consorzio con Block, che però esce prima della presentazione dell’offerta formale.
A luglio Stripe e Advent International presentano una proposta da 60,50 dollari per azione, circa 53 miliardi di valutazione complessiva.
Il consiglio di amministrazione di PayPal giudica l’offerta insufficiente e segnala ostacoli regolatori e di finanziamento.
Ora, a fine agosto, il consorzio getta la spugna. Questa acquisizione nun sa da fa.
I numeri in gioco sono pazzeschi: nel 2021, all’apice della corsa fintech, PayPal valeva quasi 360 miliardi di dollari. L’ ultima offerta respinta vale un settimo di quella cifra.
Nel frattempo Stripe continua a correre sereno: valutazione a 159 miliardi (+74% rispetto al 2025) e 1.900 miliardi di dollari di volume transato nel 2025, circa l’1,6% del PIL mondiale. Acquisizioni continue.
Oh, il board di Payapal, ad oggi, preferisce restare indipendente piuttosto che accettare uno sconto giudicato troppo profondo rispetto al potenziale.
Sicuri sicuri che siamo alla fine della telenovela estiva? Non ci scommetterei troppo anche se, anche a livello regolamentare, la cosa è un filo complicata.
Fonte: Bloomber & soci.