Ci risiamo. Del resto è il fintech rumor dell’estate: PayPal starebbe negoziando la propria vendita a un consorzio guidato da Stripe e Advent International, a un prezzo superiore rispetto all’offerta già ricevuta a luglio. Il Wall Street Journal, citando fonti anonime, scrive che le due parti trattano da luglio, quando Stripe e Advent avevano proposto di acquistare PayPal a 60,50 dollari per azione, per un valore complessivo di 53 miliardi di dollari. La struttura prevedeva una proprietà congiunta, con Stripe e Advent al 50% ciascuna. Il consiglio di PayPal aveva giudicato l’offerta insufficiente, ma i colloqui non si sono mai interrotti.Un accordo potrebbe arrivare nel giro di poche settimane, anche se non c’è alcuna garanzia che le parti trovino un’intesa.
Alla notizia, il titolo PayPal è salito dell’1,8%, riportando la capitalizzazione vicina proprio a quei 53 miliardi di valutazione di cui sopra. Sette mesi fa, quando quella stessa cifra era solo un’offerta respinta, il mercato prezzava l’azienda intorno ai 40 miliardi.
In mezzo c’è il cambio alla guida: a gennaio PayPal ha silurato il CEO Alex Chriss e ha promosso Enrique Lores, arrivato da HP, dove nel 2014 aveva guidato la separazione dell’azienda in due entità distinte. Una coincidenza?
PayPal e Stripe non commentano. Advent nemmeno. Fosse per il mercato, sembra che il prezzo sia quello giusto.
Oh, parliamo di un’azienda esagerata con circa 440 milioni di account attivi e 1.800 miliardi di dollari di volumi transati nel 2025.
Un’acquisizione di queste dimensioni ridisegnerebbe gli equilibri tra i grandi player globali dei pagamenti.
Assisteremo a presto a un PayStripe o a uno StripePal?