Revolut usa finalmente le licenze bancarie per fare credito: lanciati i primi prestiti.

Dal 26 ottobre un gruppo ristretto di clienti UK può chiedere da 2.000 a 25.000 sterline, da uno a cinque anni, con tassi dal 6,9% al 29,3%. Nei prossimi mesi toccherà a tutti i 14 milioni di clienti inglesi. In arrivo anche una carta di credito, e il prestito non prevede commissioni per il rimborso anticipato.

La CEO UK di Revolut, Francesca Carlesi, vuole che i prestiti restino intorno al 6% dei depositi, meno del 10-20% indicato da Nik Storonsky. Come ci riesce? Con la cartolarizzazione: Revolut raggruppa i prestiti e li vende a investitori, che così si prendono il rischio che qualcuno non restituisca i soldi.

Perché tanta cautela? Nel 2025 su 974 milioni di sterline di interessi incassati solo 151 arrivano dai prestiti, il resto dalla liquidità dei clienti tenuta in cash e titoli di Stato, che rende meno quando i tassi scendono. Revolut vale 115 miliardi di dollari, circa 50 volte l’utile 2025 prima delle tasse, e con troppi prestiti in bilancio gli investitori la valuterebbero come una banca tradizionale, cioè molto meno. Nessuno vuole vedere Revolut come una banca “tradizionale”, no? 🙂

I mutui arriveranno… dopo. In Lituania ci sono giò: tasso Euribor a 6 mesi più 1,31%, anticipo del 15%, da 35.000 euro a 1 milione, fino a 30 anni. Il guadagno su ogni mutuo è basso e il cliente resta per decenni.

Il rischio sta nel credito: Revolut ha pochi storici di rimborso e compra dati esterni per scegliere a chi prestare, proprio mentre il credito non garantito in UK cresce al ritmo più alto dal 1993. Nella banca europea le perdite su prestiti sono triplicate a 76 milioni di euro nel primo semestre 2026. Storonsky parla di modello “a rischio quasi zero”, e questo regge solo se gli investitori comprano i prestiti messi in vendita.

Il prezzo della prima cartolarizzazione indicherà strada. Che vuol dire?
Quando Revolut vende un pacchetto di prestiti agli investitori, questi chiedono un rendimento in cambio del rischio che qualcuno non paghi. Se si fidano dei prestiti, si accontentano di un rendimento basso e Revolut vende senza problemi. Se non si fidano, pretendono un rendimento alto, e per Revolut vendere diventa costoso o difficile.

Primo scenario: rendimento richiesto basso. Revolut vende i prestiti con facilità, il rischio passa agli investitori e lei può prestare a più clienti. Il prestito serve a far diventare Revolut la banca principale dei clienti, quella dove arriva lo stipendio, senza tenere in pancia il rischio.

Secondo scenario: rendimento richiesto alto. Revolut ha due strade, entrambe con un costo:

Prestare meno. Evita il problema, ma rinuncia a offrire credito proprio ai clienti che vuole fidelizzare.

Tenere più prestiti in bilancio. Si prende più rischio e gli investitori la valutano come una banca tradizionale, quindi molto meno di oggi.

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