Siamo ben oltre il picco di “Ok, boomer” come meme, ma non ancora oltre lo spirito che lo anima: “Ok, forse è ora di lasciare un po’ di spazio agli altri.

I baby boomer (i nati tra il 1946 e il 1964) sono stati la generazione più numerosa e influente del dopoguerra. Hanno plasmato l’economia, la cultura, la politica e l’immaginario collettivo per decenni. Eppure, nonostante il tempo passi, non sembrano intenzionati a farsi da parte.

Negli Stati Uniti, il CEO medio ha quasi 60 anni; il Senato ha un’età mediana di 65; i grandi nomi di Hollywood, dal buon Tom Cruise a mister caffè George Clooney, restano protagonisti. E il Paese non ha ancora avuto un presidente appartenente alla Generazione X o ai Millennials.
Sul fronte economico, i boomers controllano ancora la maggior parte della ricchezza e non vogliono vendere le proprie case: molti preferiscono restare dove sono, forti di mutui già estinti e disponibilità liquide che i più giovani si sognano.

Certo, è positivo che le persone vivano più a lungo e in salute. Ma il risultato è un effetto collaterale curioso: una generazione che fatica a cedere il passo.
Il problema non è solo anagrafico: è culturale. Molti boomers si identificano totalmente con il proprio lavoro, con l’idea di “restare utili” e di “non mollare mai”. Hanno inventato l’hustle culture, e oggi ne vivono la versione senior.

Il punto è che in ogni ambito, aziende, politica, società, serve un passaggio di testimone. Un equilibrio tra esperienza e innovazione.
Come ricorda il sociologo David Ekerdt, “famiglie, imprese e organizzazioni devono trovare un modo per far succedere i giovani agli anziani”.

Forse non è (solo) colpa dei boomers. Hanno vissuto anni di crescita, accumulato beni, goduto di stabilità. Oggi la loro longevità diventa un anticipo di quello che accadrà a noi. Tra trent’anni, probabilmente, toccherà sentire un nuovo ritornello: “Ok, millennial.”

Servono nuovi spazi per chi arriva dopo, senza negare il valore di chi c’è stato prima.

Perché, volenti o nolenti, il futuro ci restituirà sempre la battuta.

Fonte: Business Insider

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