Secondo Bloomberg, la BCE sta raccogliendo consensi tra i Paesi dell’Unione per introdurre un divieto sulle stablecoin a emissione multipla: un modello che consente di collocare lo stesso token in più giurisdizioni mantenendo riserve separate.

Il tema è stato affrontato dal Comitato europeo per il rischio sistemico (Esrb), che proprio la scorsa settimana ha approvato una raccomandazione in questa direzione. Per l’Italia ha partecipato il commissario Consob Federico Cornelli.

Perchè se ne parla? Perchè è importante ridurre i rischi per la stabilità finanziaria europea e limitare l’impatto di stablecoin ancorate al dollaro. come quelle di Circle e Paxos, sulla sovranità monetaria dell’UE.

La misura non è vincolante, ma esercita pressioni su autorità nazionali e comunitarie affinché adottino restrizioni o dimostrino come intendano preservare la stabilità senza questo divieto.

Christine Lagarde, presidente BCE, considera il divieto più sicuro rispetto a regole “mitigate” che lascerebbero margini di frammentazione.

Tutto questo si intreccia con il progetto ancora incompiuto dell’euro digitale: la BCE teme che una diffusione massiccia di stablecoin in dollari riduca la capacità europea di controllare i propri flussi finanziari.

Il nodo, in realtà, è ancora più profondo: la credibilità del regolamento Mica. Divergenze di interpretazione tra BCE, Commissione e Parlamento rischiano di indebolire la forza normativa dell’Europa, proprio mentre Bruxelles ambisce a dettare le regole del gioco a livello globale.

As usual siamo a una partita che va ben oltre le stablecoin: riguarda il ruolo dell’UE nel futuro delle valute digitali e della finanza internazionale. Polso fermo.

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