Citigroup ha rivisto al rialzo le proprie previsioni sul mercato delle stablecoin: secondo il nuovo report, l’emissione complessiva potrebbe raggiungere 1.900 miliardi di dollari entro il 2030 nello scenario base e addirittura 4.000 miliardi in quello più ottimistico.
Ad aprile 2025 le stime erano di 1.600 e 3.700 miliardi.

Il mercato continua a crescere

La revisione al rialzo arriva dopo una crescita del 40% nell’offerta globale di stablecoin da inizio anno (da 200 a 280 miliardi di dollari), spinta principalmente da tre fattori:

  • l’espansione dell’ecosistema cripto,
  • l’adozione da parte di e-commerce e aziende digital-first,
  • la domanda internazionale di asset digitali in dollari.

Con una velocità di circolazione stimata 50 volte superiore al valore emesso, le stablecoin potrebbero muovere fino a 100.000 miliardi di dollari l’anno entro il 2030.

Attenzione ai token bancari

Citi sottolinea però che non saranno l’unica forma di moneta digitale: i token bancari (deposit token e depositi tokenizzati) potrebbero superarle per volumi, arrivando a gestire fino a 140.000 miliardi di dollari l’anno.
Le grandi imprese preferiranno questi strumenti per fiducia, compliance e integrazione con i sistemi di tesoreria. E di questo forse non se ne sta parlando abbastanza ma, di fatto, è la digitializzazione che sta impazzando.

Per quanto ci impegnamo a remare controcorrente, il mercato resterà fortemente ancorato al dollaro: circa il 90% delle stablecoin del 2030 sarà USD-backed, generando una domanda aggiuntiva di oltre 1.000 miliardi di dollari in titoli del Tesoro USA per sostenere le riserve.

A bocce ferme il mercato della moneta digitale si potrebbe dividere in due mondi:

  • le stablecoin per i pagamenti cross-border, le PMI e i mercati emergenti,
  • i token bancari per i grandi flussi istituzionali e le operazioni corporate.

Citi intravede in questa evoluzione una ristrutturazione profonda dell’infrastruttura dei pagamenti globali, più che una semplice “disruption”.
Le banche tradizionali, se sapranno muoversi per tempo, potranno mantenere un ruolo centrale nel nuovo ecosistema digitale.

Il 2030 sarà l’anno in cui stablecoin e token bancari coesisteranno, delineando un sistema più connesso, multipolare e tecnologicamente avanzato. Fiducia, trasparenza delle riserve e conformità regolamentare saranno i pillar che guideranno questo futuro.

Tags: