
Da oltre un anno ho un giardiniere che mi aiuta a tenere in ordine la mia casa sul lago Maggiore. Ho la fortuna di avere un ettaro di terreno e ha bisogno di tanta manutenzione. Andrea, si chiama così, è bravissimo. Veloce, autonomo, capace. Trovarlo è stata una manna da cielo. Mi costa ma è bravissimo.
MA
Mi sono accorto che quando arrivo è praticamente tutto perfetto. In ordine. Come volevo? Sì. Ma… porco cane, come sto occupando il tempo che non impiego più a raccogliere le foglie? Nel migliore dei modi? Non credo. E tutto sto pippone per dire che… attenzione all’AI. Sarà anche una riflessione banale ma mi va di farla. L’AI ha cambiato il mio modo di lavorare. Mi supporta alla grande ma… a volte mi stimola, a volte mi toglie il gusto di fare da solo le cose. Già perchè mentre rastrelli le foglie, ti rendi conto che quell’albero da frutta forse è malato. Malato di cosa? Non lo so e allora ti informi e scopri che… mi segui? Il delegare tutto a un terzo, mi sembra riduca le mi e possibilità di apprendere realmente. Sto pazziando? È che noi essere umani in effetti siamo complicati, vediamo il mondo con lenti che ci fanno apprezzare sfumature diverse, siamo difficili da replicare e, molti di noi – non tutti – hanno fame di fare le cose, di autorealizzarsi.
Quindi bravo Andrea, brava l’AI ma viva anche il tenersi sempre vivi, sperimentare in prima persona.
Ecco perchè adesso esco, vado a comprare un concime (quale? non lo so, mi leggerò tutte le informazioni di prodotto in negozio, non chiederò a ChatGPT al massimo interrogherò il commesso con l’illusione di avere fatto la scelta giusta) e me vado in giardino a scoprire cose.
P.S.
Nella foto: concime granulare azoto, fosforo e potassio a lento rilascio