L’ultima delle banche a stelle strisce vale quanto Unicredit, anzi di più. Eppure, BMO, quella “piccola” banca “regionale” canadese, qui nessuno la conosce. Magari ci sta, diamo uno sguardo allora alle altre.

JPMorgan capitalizza oltre 700 miliardi di dollari.
La più grande banca dell’Europa vigilata BCE, Santander, vale poco più di 150 miliardi. Quasi 5 volte meno. Ouch.

Perché questo divario con le nostre banche europee?

Beh, non è un segreto. É che politica europea continua a giocare contro l’economia. Due esempi:
1) Unicredit tenta di acquisire Banco BPM (entrambe italiane): viene invocato il golden power, non si può fare.
2) Unicredit guarda a Commerzbank? Barricate tedesche.
E così non va troppo bene perchè il capitale – pace all’anima di Marx – si muove dove può crescere e, in un mondo di margini sempre più compressi, le dimensioni fanno la differenza: più masse, più commissioni, più capacità di investire. Invece in Europa ci arrocchiamo sulle nostre posizioni lasciando il terreno agli USA che prosperano globalmente, conquistando, in modo pragmatico, commissioni sui grandi deal anche in Europa.

C’è anche l’altra spada di damocle che sappiamo: abbiamo sì una moneta unica ma ben 27 sistemi giurici diversi. Che non sono pochi. Negli USA il quadro è quello da oltre due secoli: un Paese, una valuta e regole uguali per tutti. Magari dure magari non condivisibili ma leggibili.

Draghi e Letta hanno lanciato l’allarme nel 2024. Nel mondo bancario vale una regola semplice:
chi si limita a difendere il proprio mercato, prima o poi lo perde. Sono passati quasi due anni. Non è cambiato nulla e all’orizzonte tutta questa voglia di cooperare non si vede ancora.

Fonte: L’Economia – ll Corriere della Sera

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