
Bene ma non benissimo.
Il valore complessivo del commercio online tra imprese italiane raggiunge 278 miliardi di euro, con una crescita del +5% anno su anno. Numeri importanti, ma dietro ai progressi restano, nel b2b digitale, le solite, immortali, irriducibili resistenze culturali, mancanza di skill, guidance e timore della perdita della relazione.
Secondo l’Osservatorio B2B Digital Commerce & Experience del Politecnico di Milano, la maturità digitale è comunque in crescita, soprattutto per le aziende che hanno iniziato il percorso da tempo. Tirano il carro il Pharma, il largo consumo e il materiale elettrico. Si cerca di essere positivi ma appena si scava sulla superficie si nota, ad esempio, che la scarsa qualità dei dati frena l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale, oggi presenti solo nel 14% delle imprese, spesso in progetti tattici di efficienza.
🛒 Anche l’adozione di e-shop B2B è ancora limitata: li utilizza solo il 16% delle aziende, e meno del 10% ha introdotto soluzioni evolute come configuratori di prodotto o customer live support. Il grosso utilizza l’AI per generare le descrizioni di prodotto (27% delle grandi aziende). Oppure investe in chatbot.
💃Si danza tra sigle: PIM, DAM, EDI, ETIM, GS1, CDP, OSP ma ispiranti visioni a lungo periodo accompagnate da progettualità mirate sono pochine. Sebbene entro il 2030 il 60% dei buyer sarà un nativo digitale.
E quindi si torna a parlare, come un disco rotto della necessità di creare esperienze omnicanale fluide, in grado di integrare touchpoint fisici e digitali.
I buyer B2B, e ormai, santo il cielo, non dovrebbe essere più una novità, si aspettano la stessa semplicità, rapidità e personalizzazione che vivono ogni giorno come consumatori.
Anche nel b2b un’area sempre più strategica è il post-vendita, che da semplice supporto operativo si sta trasformando in leva di fidelizzazione e crescita. Le aziende più evolute investono in piattaforme integrate e intelligenza artificiale per anticipare i bisogni, personalizzare il supporto e abilitare nuove opportunità di up-selling. Insomma, i clienti che hai, non lasciarteli sfuggire.
Detto tutto questo popò di roba… vediamo se il prossimo anno emergerà qualcosa di nuovo. Nuovo per davvero.
Fonte: convegno di questo pomeriggio