
Il 10 giugno Visa e Mastercard hanno lanciato contemporaneamente le loro piattaforme di pagamento agentico.
Agentic Directory of verified agents e Agent Pay for Machines.
La lettura più diffusa sui media è: due incumbent da 1.000 miliardi di capitalizzazione combinata che corrono a difendersi da protocolli crypto aperti come x402.
Bah, non credo si stiano difendendo, quanto presidiando un mercato ancora potenziale.
Il protocollo x402 stesso ha avuto un picco speculativo sopra i 5 milioni di transazioni giornaliere a fine 2025 (di cui il 48% wash trading e farming di meme coin), seguito da un crollo vicino allo zero nella primavera 2026. Il volume reale filtrato a marzo: 28.000 dollari al giorno (Coindesk). Il nulla cosmico.
Ergo: l’economia dei pagamenti agentici che entrambe le reti stanno correndo a governare quasi non esiste ancora. Presidiano un mercato che non è ancora arrivato. Il che, detto così, ha perfettamente senso strategico.
Detto questo, nella corsa, i due top adottano approcci diversi.
Pensa a come funziona oggi quando vai al supermercato con la carta.
Hai una carta intestata a te. Il supermercato accetta quella carta perché sa che dietro c’è un essere umano responsabile, con un conto bancario, con una storia creditizia. La carta è un’estensione della tua identità finanziaria.
L’approccio Visa funziona esattamente così, solo che al posto tuo a fare la spesa ci va ChatGPT. Tu dici a ChatGPT “compra i voli per Milano-Barcellona entro 200 euro”, e ChatGPT usa la tua carta per farlo. La carta resta tua. Se qualcosa va storto, la disputa è come sempre: tu contro il merchant, con Visa in mezzo. ChatGPT è solo un esecutore, come lo sarebbe un assistente personale a cui hai dato il portafoglio.
L’approccio Mastercard è diverso alla radice. Immagina di assumere un dipendente e di aprirgli un conto corrente aziendale intestato a lui, con un budget mensile di 500 euro, autorizzato a spendere solo su determinate categorie. Quel dipendente ha una sua identità finanziaria separata dalla tua. Se prenota qualcosa, il pagamento parte dal suo conto, non dal tuo. Con Mastercard Agent Pay for Machines, l’agente AI riceve esattamente questo: credenziali proprie, un wallet proprio, limiti di spesa programmati. Non sta usando la tua carta. È diventato un soggetto economico autonomo.
La differenza pratica è che nel modello Visa, la responsabilità legale e finanziaria resta sempre tua. Nel modello Mastercard, l’agente è un attore separato, e questo apre domande completamente nuove su chi risponde quando qualcosa va male.
Visa ha poi scelto una partnership con un singolo mega-platform. Mastercard ha costruito una coalizione di 30 partner con DNA crypto-native: Coinbase, Polygon, Solana Foundation, Aave, Stripe, Adyen.
Partendo comunque da architetture opposte, sono arrivati alla stessa conclusione strategica: il rail si sta commoditizzando, quindi il prodotto adesso è la fiducia (nuova questa eh?). Chi può spendere, quanto, dove, su autorizzazione di chi. Stessa risposta, branding diverso (“Verifiable Intent” vs “Token Assurance”). E stanno entrambi difendendo margini operativi tra il 58% e il 64% che esistono solo perché ogni dollaro digitale ha storicamente attraversato uno di due network.
Coinbase, Stripe, Cloudflare, AWS, Linux Foundation hanno scommesso sull’architettura x402.
Che abbiano ragione o torto determinerà se questi annunci sembreranno prescienti o prematuri.
In un mondo agentico, la relazione col cliente appartiene alla piattaforma AI, non alla banca emittente. OpenAI che distribuisce credenziali Visa è strutturalmente identico a Chase che emette carte. Le banche stanno guardando formarsi la propria disintermediazione in diretta?