Nubank, la banca digitale brasiliana nata a San Paolo nel 2013, quotata a Wall Street e con oltre 130 milioni di clienti, vorrebbe acquisire Monzo, la banca digitale inglese nata a Londra nel 2015 e arrivata a 16 milioni di clienti, in larga parte conquistati grazie al passaparola.

Si chiacchiera di una acquisizione tra gli 8 a i 10 miliardi di sterline, tra contanti e azioni, circa il doppio dei 4,5 miliardi dell’ultima valutazione (del 2024). Secondo Financial Times e Sky News le trattative sono ancora in una fase preliminare.

Monzo è in difficoltà? Sui conti no: nell’ultimo esercizio, chiuso a marzo, i ricavi sono saliti da 1,2 a 1,7 miliardi di sterline e l’utile prima delle imposte da 60,5 a 87,3 milioni. Il momento delicato riguarda governance e strategia: l’anno scorso l’amministratore delegato si è dimesso a sorpresa, alcuni investitori hanno chiesto la rimozione del presidente (che ha annunciato l’addio il mese scorso) e la nuova CEO Diana Layfield, arrivata a febbraio, ha chiuso le attività negli Stati Uniti per concentrarsi sull’Europa, con le aperture in Irlanda e Spagna. In un rebelot di questo tipo, NuBank cerca di approfittarsene.

Per questo il consiglio di Monzo valuta tre strade: la vendita a Nubank, la cessione di una quota fino al 15% a fondi di private equity oppure un round in stile venture capital. Già perchè finanziare la crescita in Europa costa.

Per Nubank, che in Europa è presente quasi solo con un centro di ingegneria a Berlino e negli Stati Uniti ha già ottenuto la licenza bancaria, Monzo sarebbe un bel ponte, una pedina con già una licenza britannica, una base clienti consolidata e un marchio riconosciuto senza dover costruire da zero. É per questo che si fanno le acquisizioni, no? Certo, per Londra, invece, sfumerebbe una delle IPO fintech più attese. E l’Europa assisterebbe all’ennesimo campione digitale che trova il capitale per scalare fuori dai propri confini.

Fonti: Financial Times & Sky News

Tags: