Tanti tira e molla, si fa o non si fa ma alla fine ci sono riusciti: TikTok completa il riassetto delle attività negli Stati Uniti e passa, di fatto, sotto controllo americano.
La casa madre cinese ByteDance ha ceduto la maggioranza degli asset Usa, confluiti nella nuova TikTok USDS Joint Venture, evitando così il rischio di un bando per motivi di sicurezza nazionale.

L’operazione è stata apertamente sponsorizzata da Donald Trump, che ha parlato di un accordo con investitori “patriottici”. A guidare il consorzio non cinese (oltre l’80%) sono Oracle, il private equity Silver Lake e il fondo tech emiratino MGX, ciascuno con il 15% e ruolo di managing investor.
Nel capitale anche Dell Family Office, Revolution, Vastmere Strategic Investments e altri. Il risultato finale: 50% ai nuovi soci, 30% a investitori già presenti in ByteDance e 19,9% che resta al gruppo cinese.

Elemento atipico: secondo il Wall Street Journal, il governo Usa incasserà una commissione miliardaria per aver facilitato il deal. Pensa te.

Sul piano operativo, Oracle gestirà infrastruttura e protezione dei dati, inclusi re-training e aggiornamenti di algoritmi concessi in licenza da ByteDance; la joint venture avrà autonomia su sicurezza e moderazione dei contenuti negli Stati Uniti.

Le critiche però restano accese perchè dopo tutto questo cinema ByteDance mantiene comunque una presenza rilevante, gli algoritmi restano di sua proprietà e il controllo di aree centrali come e-commerce, advertising e marketing non cambia. C’è anche chi teme un orientamento più conservatore nei contenuti.

Il board sarà composto da sette membri, in maggioranza statunitensi. Ceo della JV sarà Adam Presser (manager storico di tiktok), con Will Farrell (vetereno della cybersecurty e sicurezza nazionale) nel ruolo proprio di chief security officer.
Dopo sei anni di tensioni politiche, una legge del Congresso nel 2024 e oltre 200 milioni di utenti Usa, la lunga vicenda di TikTok negli Stati Uniti trova così un punto di equilibrio, almeno sul piano societario.

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