Tether, la società dietro USDT, la stablecoin più utilizzata al mondo, sta negoziando un round di raccolta tra i 15 e i 20 miliardi di dollari in cambio del 3% del capitale. Valutazione implicita: ~500 miliardi di dollari 🤯

Per capirci: parliamo di numeri che mettono Tether sullo stesso piano di colossi come OpenAI e SpaceX.
Il confronto è ancora più interessante se guardiamo a Circle, emittente di USDC, che oggi capitalizza “solo” ~30 miliardi.

Ma perché Tether vale così tanto?
Non solo per USDT, che con i suoi 172 miliardi in circolazione domina il mercato (USDC è fermo a 74 miliardi).
La vera partita è la diversificazione: Tether vuole smarcarsi dalla dipendenza dai rendimenti sui Treasury (che comunque le portano utili trimestrali da 4,9 miliardi 💸) e punta a settori come AI, commodity trading, energia e infrastrutture digitali.

C’è poi un altro punto: l’operazione è guidata da Cantor Fitzgerald, una delle grandi banche storiche d’investimento di Wall Street.
Il che vuol dire che la finanza tradizionale ormai non guarda più al mondo cripto come a un esperimento, ma come a un asset class da integrare.

E sul fronte regolatorio? Tether sembra pronta a rientrare sul mercato USA con un approccio più strutturato, anche grazie a nuove figure di peso inserite di recente.

Questo round segna il passaggio dei principali emittenti di stablecoin da “payment rails” a conglomerati finanziari e tecnologici globali.
Ovviamente attenzione a mantenere margini e crescita in un contesto in cui Circle ha l’arma del vantaggio regolatorio e nuove normative (MiCA in Europa, GENIUS Act negli USA) potrebbero livellare il campo di gioco.


➡️ La valutazione di Tether è una scommessa visionaria o un’anticipazione del futuro inevitabile del settore?