
Cashback del 5% sugli acquisti diretti Samsung, 3% tramite Samsung Wallet, 2% su servizi streaming come Netflix e Spotify. Bonus di 200 dollari per chi spende 2.000 dollari nei primi 90 giorni. La carta è emessa da Barclays e viaggia sul network Visa, integrata nel wallet dell’azienda.
Samsung aveva davanti la possibilità di costruire qualcosa di proprietario, un sistema di pagamento chiuso dentro il proprio ecosistema. Ha scelto invece di appoggiarsi a un circuito di carte che esiste da decenni, perché la barriera non è tecnologica. È l’accettazione, la distribuzione già attiva: milioni di terminali POS, di merchant, di consumatori abituati a un solo gesto per pagare.
In Europa il tema è opposto ma la sostanza si somiglia. Wero, il wallet di EPI nato per offrire un’alternativa europea a Visa e Mastercard, ha superato i 50 milioni di utenti registrati a febbraio 2026. Funziona su bonifici istantanei SEPA, non su rail a carte. Ma il pagamento contactless via NFC alle casse, quello che potrebbe davvero sostituire la carta nel gesto quotidiano, arriverà solo nel 2027.
Costruire sovranità nei pagamenti significa raggiungere lo stesso livello di ubiquità (presenza ovunque) che le carte hanno accumulato in sessant’anni. Questo è l’ostacolo reale.
Nel frattempo chi doveva reinventare i pagamenti, dagli Stati Uniti all’Europa, continua a passare dallo stesso network.
Wero può davvero arrivare a quel livello di accettazione entro fine decennio, o resterà un sistema complementare alle carte? Chiedo venia se ho mescolato qualche riflessione con la news principale.
Samsung Newsroom (comunicato ufficiale)
