
Stripe e Advent International hanno offerto 60,50 dollari per azione per acquisire PayPal. Valore dell’operazione: oltre 53 miliardi di dollari, con 50 miliardi già garantiti dalle banche.
Le azioni di PayPal sono schizzate verso l’alto come non avevano fatto da tempo.
La lettura più diffusa sarà “Stripe compra PayPal“. Ma non è, probabilmente, la cosa più interessante o l’unica storia.
Il regista dell’operazione è Advent International, uno dei maggiori e più affermati fondi di private equity al mondo che da 18 mesi costruisce silenziosamente un conglomerato dei pagamenti a tutto tondo. Nel 2024 ha rilevato Nuvei per 6,3 miliardi. A giugno 2026 ha fatto acquisire da Nuvei anche Payoneer per 2,75 miliardi, aggiungendo payout cross border e infrastruttura per i marketplace.
Ora aggiungici PayPal: oltre 400 milioni di account consumer, la rete P2P di Venmo, lo stack merchant di Braintree, un business stablecoin in crescita e 5-6 miliardi di free cash flow annuo.
Stripe ha un interesse diverso. Gli manca qualcosa di importante. Stripe non ha accesso diretto al consumatore finale. PayPal e Venmo colmano quel vuoto in un solo colpo, e in un mondo che si muove verso l’agentic commerce, controllare il layer di checkout diventa un vantaggio competitivo strutturale.
La struttura 50/50 dell’operazione potrebbe voler dire che Stripe otterrebbe reach senza assorbire da sola tutto il rischio di integrazione mentre Advent otterrebbe la credibilità tecnologica di Stripe per ridurre il rischio di un’operazione di private equity su un asset pubblico e complesso. Grandi manovre finanziare, robe da giganti.
L’approccio, secondo varie fonti, risale già ad aprile 2026. Le due parti puntano a chiudere l’accordo entro fine mese, ma PayPal non ha ancora risposto.
Il prezzo offerto potrebbe anche essere sbagliato ma la tesi che c’è dietro, quella, no: il settore dei pagamenti si sta consolidando in poche piattaforme capaci di coprire acquiring, payout, cross border e asset digitali insieme. Chi non riesce a raggiungere quella scala da solo, prima o poi viene comprato da chi ce l’ha già.