
Negli ultimi mesi si è parlato molto di “agent economy“: software autonomi che comprano servizi, pagano API, eseguono operazioni senza intervento umano. In realtà, i binari dei pagamenti esistevano già. Quello che mancava era qualcosa di molto più semplice da capire… e molto più difficile da costruire: un wallet.
È qui che entra in gioco MoonPay con l’Open Wallet Standard (OWS), un protocollo open source che permette agli agenti AI di avere un unico “conto” sicuro da cui gestire denaro, firmare transazioni e pagare servizi su diverse blockchain.
Detta così sembra tecnica ma fino a oggi abbiamo costruito infrastrutture per far pagare gli agenti, senza risolvere davvero dove tengono i soldi e, soprattutto, come li proteggono.
Negli ultimi 12 mesi:
- Coinbase ha lavorato su x402 per pagamenti in stablecoin via HTTP
- Google ha lanciato AP2 per il commercio tra agenti
- Stripe ha spinto sui micropagamenti “a flusso”
Tutto molto interessante, ma con un presupposto implicito: l’agente ha già un wallet. E questo, nella pratica, non è vero.
Oggi molti agenti gestiscono le chiavi private in modo rudimentale, con fondi sparsi su più wallet che non comunicano tra loro: la porta a inefficienza e rischio.
OWS prova a mettere ordine introducento un “vault” unico per macchina, cifrato, dove:
- le chiavi non vengono mai esposte direttamente
- ogni operazione passa da regole (limiti di spesa, whitelist)
- l’agente può usare i fondi senza avere accesso diretto alla chiave
È un po’ come passare da avere contanti sparsi in tasche diverse a un conto bancario con regole e controlli.
PayPal, Circle, Ripple, oltre alle principali fondazioni crypto stanno partecipando al progetto: quando attori così diversi si mettono d’accordo su uno standard, significa che il problema è reale e condiviso e che merita attenzione.
La struttura che si sta delineando è del tipo a sandwich:
- sopra c’è il livello “intelligente”, dove gli agenti decidono cosa fare
- in mezzo ci sono i protocolli di pagamento (quanto pagare, a chi)
- sotto, finalmente, arriva il wallet standardizzato
- e alla base le blockchain che regolano i trasferimenti
Nel calderone poi: responsabilità, regolamentazione, gestione degli errori. Ma con uno standard condiviso sul wallet, il pezzo mancante dell’infrastruttura inizia a prendere forma. E il mercato potrebbe cominciare a nascere.