Non sbuffare. So che ormai l’AI commerce per gli addetti ai lavori sta andando un filo troppo in hype ma seguire i (nuovi) flussi di denaro è un po’ la mia passione e non posso non tornare sull’argomento.

Per parlare di Mastercard provo a partire così: in ogni corsa all’oro il vero potere raramente sta in chi scava ma sta nell’infrastruttura che certifica cosa abbia valore e cosa no.

È da qui che vanno lette le ultime scelte di Mastercard.

Qualche giorno fa hanno annunciato di avere aderito all’ Universal Commerce Protocol di Google, dopo avere già integrato l’ Agent Pay in Copilot Checkout di Microsoft e nell’Instant Checkout di OpenAI su ChatGPT. In parallelo, hanno riallineato Start Path, il loro acceleratore storico, un programma globale che seleziona startup già mature e le integra nel proprio ecosistema per sviluppare e scalare soluzioni tecnologiche, oggi con un forte focus sull’AI.

Partnership come tante? Da una parte forse sì, ma dall’altra è il sottolineare i loro intenti, chiari sin da quando si parla di questo bislacco topic: Mastercard non sta creando agenti di AI, non entra in competizione con OpenAI, Google o Microsoft sui modelli.

Sta lavorando per diventare il livello di fiducia e verifica che sostiene tutti loro.

Come ha spiegato Sherri Haymond, EVP di Mastercard: “Il commercio agentico crescerà solo alla velocità della fiducia.”
Quando un agente AI comprerà per conto tuo, qualcuno dovrà garantire che l’agente sia legittimo, che l’intento sia autentico e il pagamento sicuro. Mastercard vuole essere quel soggetto.

E, saggiamente, in un futuro che immaginiamo ancora molto frammentato, Mastercard non si lega a un solo ecosistema (google o OpenAI) ma adotta un approccio multi-protocollo.

Ad oggi lo shopping via AI resta anche in gran parte teorico, i consumatori non hanno ancora delegato gli acquisti agli agenti su larga scala e i retailer devono ancora costruire le basi: Mastercard sta realizzando le infrastrutture prima che il traffico diventi intenso.

Eh ma anche VISA sta… mi dirai. Sì anche se, da quello che ho capito io, si stanno muovendo su binari leggermente diversi.

  • Mastercard sta cercando di essere il firmatario invisibile del denaro AI, il livello di „fiducia economica“ sotto a qualunque agente o piattaforma.
  • Visa vuole essere la certificazione universale di legittimità dietro ogni agente AI, permettendo al merchant di distinguere traffico legittimo da automazione rischiosa.

Entrambe le strategie puntano a un mondo in cui gli agenti AI comprano per noi, ma la differenza sta nel punto dell’architettura su cui vogliono dominare: Mastercard a livello di rete di pagamento e protocolli multipli, Visa a livello di identità, intenti e fiducia connessa al commercio diretto.
Stessa direzione, punti dell’architettura differenti.