Stanno bene, sono in forma. L’ Insurance Summit 2025 ha messo in luce un settore che corre: il comparto danni cresce oltre il 7%, il Vita supera il 10%. Numeri che, come evidenziato dal presidente Ania Giovanni Liverani, testimoniano una fase di performance solide e in forte accelerazione.

Le big del mercato confermano il trend: Generali procede più velocemente del previsto sul proprio piano triennale, mentre Unipol mostra risultati che la collocano nel top quartile europeo per Total Shareholder Return. La bancassurance, come ha spiegato Carlo Cimbri, può spingere ulteriormente questa traiettoria.

Non mancano le sfide. Reale Mutua ricorda i tre anni complessi segnati da tassi e catastrofi naturali, tema centrale anche per l’obbligo assicurativo imprese. Generali e altri player ribadiscono l’importanza della mutualità in un Paese ancora poco protetto, con l’ipotesi di estendere alle famiglie le coperture catastrofali.

L’innovazione tecnologica è il filo conduttore dell’intero Insurance summit: IA, dati, prevenzione, nuovi servizi e modelli distributivi evoluti stanno smuovendo l’industria. Per molti manager l’IA, indovina un po’, non sostituisce, ma amplifica il valore delle persone e rafforza il ruolo degli intermediari, che restano centrali nei momenti decisivi della relazione.

Anche la rete evolve: broker digitali, MGA e MGU stanno acquisendo spazio e portando competenze nuove nel mercato. Il Vita riparte, dopo l’impatto delle oscillazioni dei tassi, mentre cresce il bisogno di trasparenza e consulenza reale, come richiesto dal mondo industriale.

Il settore assicurativo è ancora in espansione e la tecnologia prova a dargli una svecchiata. Un ecosistema che si rinnova ma che vede nelle competenze umane sempre l’elemento centrale. Lunga vita agli intermediari! 🙂