Klarna ha depositato lunedì la domanda per aprire una banca propria negli Stati Uniti: si chiamerà Klarna Bank USA.

Le richieste sono partite in parallelo verso la FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation – è l’agenzia federale statunitense che assicura i depositi bancari dei clienti fino a un certo massimale) e il dipartimento delle istituzioni finanziarie dello Utah, per ottenere lo status di industrial bank. È la stessa strada percorsa da Square (oggi Block).

In Europa Klarna opera già come banca dal 2017. Negli Stati Uniti si è sempre appoggiata a partner come WebBank per erogare pagamenti rateali, carte e conti di risparmio. Una portavoce ha preferito non commentare quali altri istituti siano coinvolti in questi accordi.

Con la licenza propria, Klarna Bank USA diventerebbe una sussidiaria interamente controllata da Klarna Inc., con board e governance separati e assicurazione FDIC sui depositi. A guidarla, se la licenza sarà approvata, ci sarebbe Gary Harding, già CEO di Milestone Bank e Prime Alliance Bank.

Il CEO Sebastian Siemiatkowski ha definito quasta richiesta come un passo naturale per dare ai clienti strumenti di credito responsabile, aumentando concorrenza e scelta per consumatori e commercianti. 30 milioni di clienti americani ogni anno e oltre 91 miliardi di dollari di credito erogato dal 2019 sono sicuramente un’ottima base per Klarna.

Il percorso però non sarà breve. Le domande di licenza da industrial bank affrontano di solito una lunga revisione e spesso anche contestata, con banche locali e alcuni parlamentari contrari a concedere depositi assicurati ad aziende con attività commerciali collegate.

Nello stesso giorno Klarna ha annunciato una partnership pluriennale con Southwest Airlines, che porterà opzioni di pagamento flessibili a milioni di viaggiatori americani a partire da questo autunno. Un portavoce ha spiegato che le compagnie aeree hanno investito miliardi nel retailing digitale, restando ancorate a un checkout con carta di credito che non si evolve in modo sostanziale da decenni.

Chi lavora nei pagamenti in Europa conosce bene il salto che separa un fornitore di servizi da un istituto regolato: cambiano i costi di capitale, la velocità con cui si può innovare sul prodotto e il controllo sui dati dei clienti.

È un segnale che il BNPL sta maturando verso un modello bancario completo, o una risposta a margini sempre più sottili nel credito al consumo?