Si apre un nuovo capitolo nel mercato dei carburanti italiano: la storica rete di distributori IP, insieme alle attività di raffinazione e di logistica del gruppo energetico, passa alla società statale azera Socar.
Secondo la nota congiunta riportata dal Sole24Ore, Socar e API Holding hanno concordato la cessione del 99,82% di Italiana Petroli al gruppo di Baku. L’operazione è subordinata alle necessarie autorizzazioni regolamentari (antitrust, sovvenzioni estere e golden power) e il closing è atteso entro il primo trimestre 2026.
Il valore stimato dell’operazione è attorno a 2,5 miliardi di euro (inclusa la liquidità di IP).
Chi è IP e cosa rappresenta in Italia
Fondata nel 1933, Italiana Petroli è un pilastro della mobilità nazionale: circa 1.600 dipendenti, una rete di oltre 4.500 punti vendita a marchio IP, due raffinerie con capacità complessiva di 10 milioni di tonnellate di greggio l’anno e una logistica distribuita su tutto il territorio.
Negli ultimi anni, oltre ai carburanti tradizionali, IP ha investito anche in bitumi, lubrificanti, jet fuel e nelle prime infrastrutture di ricarica elettrica (progetto IPlanet).
Chi è SOCAR e cosa fa
La State Oil Company of Azerbaijan Republic (SOCAR) è la compagnia petrolifera e del gas interamente controllata dal governo azero. Fondata nel 1992 dopo l’indipendenza del Paese dall’URSS, è oggi uno dei principali attori energetici nell’area del Caspio. Con oltre 50.000 dipendenti a livello globale, Socar non è solo un player industriale, ma anche uno strumento strategico di politica energetica per l’Azerbaigian: attraverso l’espansione in Europa, il Paese rafforza il proprio ruolo di hub tra Asia e Occidente.
Per Socar, già attivo nella fornitura di gas verso l’Italia (attraverso il TAP, Trans Adriatic Pipeline), l’ingresso nel downstream energetico italiano ha un forte valore strategico. Possedere anche la rete distributiva (e non solo la produzione) conferisce un vantaggio competitivo: dall’approvvigionamento alla vendita al dettaglio, con margini maggiori e maggior controllo dei flussi.Il Mediterraneo è un’area cruciale per l’energia, e avere operazioni logistiche e distributive in Italia rafforza la presenza “sul campo” del gruppo azero.
L’ operazione segna non solo un cambio di proprietà, ma l’ulteriore passaggio di un’azienda storica italiana verso un modello più internazionale e integrato (sempre che il Governo non intervenga con poteri speciali per preservare sovranità, sicurezza e interessi nazionali). Se il deal riuscirà a superare le verifiche normative, potremmo assistere a una nuova fase di consolidamento nel mercato dei carburanti e dell’energia in Europa. Geopolitica a go go.