I dati sui pagamenti in Italia ci parlano di tre storie diverse ma che ci dipingono bene. Viva l’Italia del valzer e l’Italia del caffè (cit).

Prima: i wallet digitali, già leader online, cresceranno con un CAGR del 12% tra il 2025 e il 2030. In negozio l’accelerazione è già visibile, con i pagamenti da smart device saliti del 46% nel primo semestre. Apple Pay, Google Wallet e Satispay guidano l’adozione fisica, mentre online quasi un consumatore su due (49%) dichiara di usare PayPal, più del doppio di qualsiasi altro brand.

Seconda: la carta di debito resta il metodo dominante al POS e lo sarà ancora nel 2030. Ha guidato i pagamenti fisici nel 2025 e continuerà a farlo, mentre online i consumatori la indicano come opzione preferita all’interno dei wallet stessi. In molti casi è cobrandizzata con Bancomat per l’uso domestico e con Mastercard o Visa per gli acquisti internazionali.

Terza: l’Italia ha il mercato di carte prepagate più grande al mondo. Nel 2025 hanno pesato per il 15% del valore e-commerce e l’11% di quello POS. Si dice che servano ai migranti, ai non bancarizzati e consumatori attenti alla privacy. Vengano scelte online più spesso delle carte di debito. Secondo me è un tema di fiducia ma è una mia opinione. Le emettono le banche tradizionali e, tanto, Postepay.

Tre strumenti, tre pubblici, tre velocità di crescita diverse. Il mercato italiano dei pagamenti non converge su un’unica tecnologia: si sta segmentando per bisogno, e chi lavora nei pagamenti deve costruire infrastrutture capaci di parlare tutte e tre le lingue insieme.