
Nel panorama europeo dei pagamenti c’è un’azienda che, pur essendo meno nota al grande pubblico rispetto a Stripe o Adyen, sta crescendo con estrema velocità: Mollie.
La fintech olandese ha annunciato un investimento di 100 milioni di euro in Italia nei prossimi cinque anni, uno dei più importanti impegni finanziari mai presi nel nostro Paese da un operatore europeo del settore. Non si tratta semplicemente di aprire un ufficio commerciale, ma di costruire una presenza stabile con competenze locali.
Chi è Mollie
Fondata nel 2004 ad Amsterdam dall’imprenditore Adriaan Mol, Mollie nasce con un obiettivo preciso: rendere i pagamenti online semplici per qualsiasi impresa, eliminando la complessità tipica dei gateway di pagamento.
Negli ultimi vent’anni la società si è trasformata da startup olandese a una delle principali piattaforme fintech europee.
Oggi:
- serve oltre 250.000 aziende;
- è presente in oltre 30 mercati tra Europa e Regno Unito;
- offre pagamenti online, POS, servizi finanziari, conti business e finanziamenti alle imprese;
- nel 2025 ha registrato 147 milioni di euro di ricavi, in crescita del 29% rispetto all’anno precedente.
L’headquarter rimane ad Amsterdam, nei Paesi Bassi.
Cosa vuole fare in Italia
L’Italia è entrata ufficialmente nella strategia commerciale di Mollie nel 2024, ma il gruppo aveva già aperto un importante hub di ingegneria a Milano.
Con il nuovo investimento da 100 milioni di euro, la società vuole trasformare l’Italia in uno dei propri mercati strategici.
Le risorse saranno destinate a:
- sviluppo prodotto;
- ingegneria software;
- team commerciali;
- assistenza clienti completamente in italiano.
L’obiettivo è creare una struttura locale capace di sviluppare funzionalità pensate per il mercato italiano e non limitarsi a distribuire prodotti progettati altrove.
Quanti dipendenti ha in Italia?
Mollie non comunica ufficialmente il numero dei dipendenti italiani.
È noto però (basta guardare su Linkedin) che il centro tecnologico di Milano è già operativo e che la società sta assumendo figure nell’area:
- Engineering
- Product Management
- Sales
- Data
- Customer Success
Le offerte di lavoro pubblicate confermano una fase di forte espansione, anche se il numero finale delle persone che saranno impiegate non è stato reso pubblico.
L’approccio “hyper-local”
Uno degli aspetti più interessanti della strategia di Mollie è quello che definisce “hyper-local”. E che ci sta in un mercato come il nostro.
In pratica significa adattare la piattaforma alle caratteristiche di ogni singolo mercato.
Per l’Italia questo significa integrare:
- Bancomat Pay
- Satispay
- Apple Pay
- Google Pay
- principali carte internazionali
oltre ad offrire:
- onboarding completamente in italiano;
- assistenza locale;
- integrazione con registri delle imprese e sistemi di verifica dell’identità;
- procedure KYC e AML progettate per ridurre i tempi di attivazione dei merchant.
Le acquisizioni
Per molti anni Mollie è cresciuta quasi esclusivamente in modo organico.
Nel 2026 ha annunciato però la sua operazione più importante:
- GoCardless (2026) (acquisizione annunciata, completamento previsto nella seconda metà del 2026).
L’operazione permette a Mollie di entrare con maggiore forza nel mondo dei pagamenti ricorrenti tramite addebito bancario e di ottenere una presenza consolidata anche in Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda, ampliando la propria portata oltre l’Europa.
Chi sono i principali competitor
Mollie compete con operatori molto diversi tra loro.
Nel segmento europeo dei merchant e-commerce i principali concorrenti sono:
- Stripe
- Adyen
- PayPal
- Checkout.com
- Worldpay
- Nexi
- Worldline
- Market Pay
- SumUp (soprattutto per le PMI)
Mollie punta molto sulla semplicità di integrazione, sull’assistenza locale e su un’offerta unificata che comprende pagamenti, riconciliazione, conti business e finanziamenti.
Una strategia tutta europea
Mentre molte fintech guardano prima agli Stati Uniti, Mollie sembra voler costruire un operatore europeo con una presenza locale in ogni mercato.
Nel 2025 è entrata in 12 nuovi Paesi, ha ampliato Mollie Capital, ha lanciato i Business Accounts e punta ad essere presente con un’organizzazione dedicata in tutti i principali mercati europei.
L’Italia rappresenta quindi uno dei tasselli fondamentali di questa strategia.
Se i 100 milioni annunciati verranno effettivamente investiti, nei prossimi anni il mercato italiano dei pagamenti digitali avrà un nuovo protagonista con cui tutti gli operatori dovranno confrontarsi.