In Corea del Sud puoi ordinare cibo da un ristorante che non esiste.😮

Si chiama FoodNeverComes. Lo ha costruito uno sviluppatore coreano di nome Malhee, in una di quelle notti in cui apriva e chiudeva le app di delivery senza ordinare nulla.

Scorri il menu, scegli quello che vuoi magnà, selezioni l’orario, aspetti la conferma. Tutto funziona esattamente come su Deliveroo, JustEat o Battelapesca. Tranne il pulsante per pagare. Che non c’è.

Si chiamano “siti dopaminici” e stanno diventando un fenomeno tra i giovani coreani.

Sono siti costruiti per simulare esperienze di acquisto o socialità senza che nulla venga davvero comprato o vissuto.

Un neurologo spiega che quando clicchi “compra”, il cervello rilascia dopamina prima ancora che l’oggetto arrivi. L’anticipazione è il vero prodotto, il vero gasamento. Questi siti offrono solo l’intento d’acquisto.

Kim Heon-sik, professore alla Jungwon University, la definisce “esperienza indiretta” e la accosta al mukbang, quei video in cui si guarda qualcuno mangiare quantità enormi di cibo e che, in alcuni casi documentati, riducono l’appetito di chi guarda. Ma aggiunge: “Questa è un’era segnata dall’incertezza e dal burnout. Per trovare conforto, oggi alle persone basta sentirsi anche solo vagamente connesse.”
Io chiamerei la neuro.

FIngere di ordinare cibo insieme ad altri sconosciuti, in silenzio, alle undici di sera, è diventato un modo per stare in compagnia.
Non stiamo benissimo, che dici?

Nel mondo dei pagamenti, questa storia mi colpisce da una prospettiva precisa. Il checkout è da sempre il momento più studiato, ottimizzato, ridotto all’osso per abbattere la frizione. Questi siti lo eliminano del tutto e funzionano lo stesso. Anzi, funzionano meglio, perché tolgono anche l’ansia della decisione.
Rob de matt. Si apre l’era del fake commerce. Quanto ne avevamo bisogno.

Fonte: Vice

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